“Fa impressione vedere come quella montagna di mattoni, alta e possente, si sia sbriciolata come un wafer”

Preoccupazione e rabbia i sentimenti piu’ diffusi suscitati dal cedimento della balconata dei giardini napoletani di Palazzo d’Avalos, che guarda lo splendido golfo lunato di Vasto. “Questa volta si tratta di una vera emergenza – dice Ivo Menna, ambientalista storico vastese – per la quale discorsi e passerelle politiche debbono cedere il passo alla questione vera ambientale di un’operativita’ immediata fatta di concretezza. L’urgenza e’ dettata anche dal fatto che siamo alle porte della stagione turistica e diventa essenziale che il turista possa godere del gioiello della citta'”. L’esponente ambientalista avanza poi l’ipotesi che a quanto avvenuto non sia estraneo l’uso, che definisce ‘improprio’, fatto di Palazzo d’Avalos e cita, quale esempio, l’ingresso di camion per sette edizioni della festa nazionale dell’Italia dei Valori, nonche’ la realizzazione di una pista di pattinaggio su ghiaccio. “Fa impressione – dice invece Marco Di Michele Marisi, responsabile e fondatore di ‘Giovani in Movimento’, raggruppamento di giovani del centrodestra vastese – vedere come quella montagna di mattoni, alta e possente, si sia sbriciolata come un wafer. Desta preoccupazione quello che potrebbe ancora accadere ma che nulla, proprio nulla, esclude possa avvenire”.