Preoccupa l’arrivo di una nuova perturbazione prevista per la giornata di domani

Centinaia di abitazioni sott’acqua, aziende ortofrutticole e zootecniche in ginocchio, centinaia di ettari trasformati in risaie, una decina di famiglie evacuate. Sono gli effetti dell’esondazione del fiume Sele, nella piana omonima, in provincia di Salerno, dopo la tracimazione del corso d’acqua in piu’ punti avvenuta nel territorio di Capaccio Paestum la scorsa notte. Colpito dal maltempo anche il Museo di Hera Argiva, ancora chiuso per i danni causati dall’alluvione dello scorso anno. La struttura inaugurata nel 2010 e destinata ad ospitare i resti del santuario dedicato ad Hera, uno dei piu’ grandi della Magna Grecia. Il museo, infatti, era stato chiuso una prima volta proprio nel 2010 a causa dello straripamento del fiume Sele. Riaperto alla fine del 2013, dopo lavori di ristrutturazione durati anni, la struttura era stata nuovamente chiusa dopo l’esondazione del gennaio del 2014. Da allora, la struttura museale, ora di nuovo allagata, non aveva piu’ riaperto. Intanto, mentre in queste ore il Sele sta lentamente rientrando negli argini, il sindaco di Capaccio Paestum, Italo Voza, il Comitato “Hera Argiva”, i Consorzi di Bonifica Sinistra e Destra Sele e la Coldiretti Sinistra e Destra Sele hanno firmato un documento di protesta indirizzato alla Regione Campania, al Genio Civile Settore Suolo, alla Prefettura di Salerno, all’Autorita’ Interregionale di Bacino e al Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Nel documento, si invitano “la Prefettura ed il Governo, ed anche la Magistratura Penale e Contabile, ad intervenire per accertare responsabilita’ ed attivare soluzioni immediate.” “Il Sele – prosegue il documento – non ha piu’ letto ed e’ stracolmo di piante e vegetali di ogni tipo e di materiale pietroso e sabbioso che non viene manutentato da circa 30 anni. La responsabilita’ va individuata nella regione Campania, nel comportamento omissivo e burocratico del Genio Civile, nei soliti signori del “no” che annoverano gli ambientalisti di mestiere, i vari apparati di parchi e riserve che impediscono ogni intervento sugli argini e per la manutenzione dell’alveo fluviale.”. I firmatari del documento chiedono alla Prefettura la convocazione immediata di una conferenza dei servizi permanente “al fine di sollecitare la Regione Campania ed il Genio Civile ad intervenire per la messa in sicurezza del territorio e per il finanziamento dei progetti sugli argini.”. Intanto, preoccupa l’arrivo di una nuova perturbazione prevista per la giornata di domani. “Ci stiamo preparando per l’arrivo di questa nuova perturbazione – afferma Alessio De Silvio, responsabile Nautico e Fluviale dell’Humanitas di Salerno – che nel pomeriggio di oggi ha effettuato un sopralluogo nelle zone colpite dal’alluvione insieme ai responsabili della Regione della Protezione Civile – Nuove piogge potrebbero aggravare una situazione gia’ particolarmente delicata”.