Lo studio è stato condotto mentre la cometa si spostava lungo l’orbita passando da 535 a 450 milioni di chilometri di distanza dal Sole. Rosetta ha trascorso questo periodo ronzando intorno alla cometa ad una distanza inferiore ai 30 chilometri

La sonda Rosetta dell’Agenzia spaziale europea (Esa) ha ‘assaggiato’ due fragili granelli di polvere che la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko si e’ scrollata di dosso lo scorso autunno: battezzati come Eloi e Arvid, sono risultati essere particolarmente ricchi di sodio oltre che composti dello stesso materiale di cui e’ fatta la polvere dispersa tra i pianeti. Le analisi, condotte grazie allo strumento Cosima (COmetary Secondary Ion Mass Analyser), sono pubblicate su Nature. ”Per la prima volta grazie a Rosetta possiamo vedere una cometa nel momento in cui diventa attiva”, spiega la coordinatrice dello studio Rita Schulz dell’Agenzia spaziale europea. ”Finora – aggiunge – non siamo mai stati in grado di osservare questo mantello polveroso”. Lo studio e’ stato condotto nelle settimane a cavallo tra agosto e ottobre, mentre la cometa si spostava lungo l’orbita passando da 535 a 450 milioni di chilometri di distanza dal Sole. Rosetta ha trascorso questo periodo ronzando intorno alla cometa ad una distanza inferiore ai 30 chilometri. I granelli di polvere, che originariamente avevano un diametro di circa 0,05 millimetri, si sono frantumati non appena hanno toccato il piatto dello strumento Cosima ad una velocita’ inferiore ai 10 metri al secondo. Le particelle di polvere ”sono soffici”, precisa Schulz. ”Non contengono ghiaccio, ma molto sodio. Abbiamo trovato il materiale da cui ha origine la polvere interplanetaria”, conclude l’esperta.