Nasce il Progetto Life finanziato dall’UE per salvaguardare il Delta del Po, patrimonio animale e vegetale inestimabile

Il territorio circostante al Delta del Po è considerato uno scrigno di biodiversità: ha subito negli ultImi anni  gli effetti delle costruzioni portuali e balneari circostanti, mettendo a rischio gli ecosistemi presenti. Interventi, in parte finanziati dall’Ue e dal WWF,  mirano a ristabilire l’equilibrio dei territori e delle specie che li popolavano

poIl Delta del Po è un luogo assolutamente ricco di biodiversità  da proteggere e tutelare  per salvaguardare gli animali.  Le sue zone umide sono infatti serbatoio di biodiversità poiché ospitano una varietà di batteri piante e animali preziosissimi poiché l’uni legati agli altri dalla catena dell’equilibrio di quell’ecosistema. E’ perciò Delta del Po è un luogo di elevato valore naturalistico. Per salvaguardare questo ambiente, ach’esso minacciato dall’inquinamento delle acque che scorrono sul nel del fiume e che stanno inquinando il territorio del delta, è nato il progetto Life, finanziato dall’Unione Europea, per contribuisce a salvaguardare le lagune del Delta e le sue specie protette. Grazie all’iniziativa dell’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità del Delta del Po, in collaborazione con l’Ente Parco Delta del Po Veneto, il Consorzio di Bonifica Delta del Po, Veneto agricoltura e WWF Italia, sono stati realizzati interventi mirati a migliorare lo stato dell’habitat di uccelli, anfibi e rettili di interesse comunitario.
Ciò che minaccia le specie del Delta sono la scarsa presenza nel territorio dei siti per la nidificazione e la riproduzione; questi territori infatti sono stati esposti all’innalzamento del livello idrico del fiume e parte di questi territorio hanno subito le conseguenze delle costruzioni dell’uomo, in particolare porti e zone balneari. I delicati ecosistemi presenti nella zona hanno subito sostanziali modifiche a causa degli effetti della mano dell’uomo, ciò di conseguenza ha messo a serio rischio le specie animali e vegetali della zona. Buona parte del territorio del Delta del Po fa parte delle 26 mila zone protette elencate nel progetto Rete Natura 2000 ideato dall’Unione Europea. Si tratta di una rete di aree collegate tra loro dove piante e animali possono spostarsi senza ostacoli. Le lagune del Po si dividono tra aree pubbliche e valli private, dove viene praticata la pescicoltura estensiva; queste aeree godano infatti della copertura di accordi che gli enti pubblici  allo scopo di sviluppare azioni di bonifica e sensibilizzazione.

I lavori realizzati hanno migliorato la capacità di circolazione idraulica a beneficio dell’habitat attraverso lo scavo di canali e la creazione di siti per la nidificazione degli uccelli. Sono quindi stati spostati materiali terrosi per creare ambienti a favore delle specie target. Le specie target che hanno usufruito di questi lavoro mirati sono stati molti: per gli uccelli il beccapesci, il fratino, l’avocetta, il fraticello, la sterna comune e quella zampenere, il gabbiano roseo, il gabbiano corallino e il martin pescatore cui sono state create apposite aree per la loro nidificazione data la scarsità  di zone adatta e ciò portava queste specie  a nidificare sempre meno, con una seria minaccia perla specie.

Il beccapesci per esempio contava nella zona delle Valli di Comacchio fino a 900 coppie, ma negli ultimi anni  il popolamento ha subito un bruco calo e nella stessa zona se ne contavano solo tra le 160 e le 300 coppie.  Il martin pescatore trova nelle zone umide del Delta del Po un’importante area di riproduzione, migrazione e svernamento anche per individui provenienti da altri Paesi europei.  Anche la  La sterna zampenere se ne contano in tutta Italia ben sulle 500 coppie, metà delle quali nidificanti nel Delta del Po.   Anche rettili e anfibi sono oggetto del progetto. Come la testuggine palustre una specie in forte diminuzione, ma che negli ambienti vallivi della pianura Padana riesce a sopravvivere, ed anche  Il pelobate fosco detto anche rospo dell’aglio, è una specie endemica di anfibio. La popolazione che si concentra nel delta del Po rappresenta infatti quasi il 5 % di tutta la specie presente in Italia.