
L’ondata di gelo abbattutasi nei giorni scorsi su ampie regioni del Medio Oriente ha provocato le prime vittime tra i profughi siriani rifugiati in Libano. “Sono almeno quattro i morti per assideramento – conferma all’Agenzia Fides padre Paul Karam, Presidente di Caritas Libano – e la preoccupazione cresce, poiche’ e’ annunciato un nuovo abbassamento delle temperature”. Le situazioni piu’ gravi si registrano nella valle della Bekaa, nel nord del Paese, dove gli accampamenti di rifugiati sono stati coperti dalla neve, le strade sono rimaste bloccate e la temperatura e’ scesa sotto lo zero. La guerra in Siria ha costretto almeno tre milioni di profughi siriani a trovare rifugio fuori dal proprio Paese. “In Libano – riferisce padre Karam – le stime ufficiali parlano di un milione e 200mila profughi registrati presso gli organismi dell’Onu, ma secondo le nostre stime il dato reale arriva a un milione e 600mila. Cerchiamo di fare il possibile per distribuire cibo, coperte, stufe, carburante, vestiti pesanti. Ma la situazione di emergenza si va ormai cronicizzando. La comunita’ internazionale ha messo il conflitto siriano nel cono d’ombra. E i piu’ inermi, quelli che pagano il prezzo piu’ alto, sono i ragazzi e i bambini, che rappresentano quasi la meta’ di questa immensa moltitudine di rifugiati”.