Le piante messe a punto possono sopravvivere e crescere soltanto se nutrite con amminoacidi sintetici
Nutrienti sintetici per le piante geneticamente modificate (Ogm), in modo da ridurre il rischio di contaminazione dei campi coltivati in modo tradizionale. E’ la strada indicata da due ricerche pubblicate su Nature e volte soprattutto a favorire la coltivazione di piante modificate in modo da produrre carburanti o farmaci. Le ricerche sono state condotte dalle universita’ americane di Harvard, con il gruppo di genetisti coordinato da George Church, e di Yale, con gli esperi di Biologia molecolare e dello sviluppo coordinati da Farren Isaacs. In entrambi i casi le nuove piante Ogm non sono assolutamente in grado di sopravvivere se coltivate in modo tradizionale e di conseguenza non sono in grado di attecchire in terreni nei quali l’unico alimento siano nutrienti naturali. Entrambe le ricerche combinano le biotecnologie messe a punto negli anni ’70 con le tecniche della piu’ recente biologia sintetica, rendendo le piante completamente dipendenti da un nutrimento artificiale. Le piante messe a punto a Yale, per esempio, possono sopravvivere e crescere soltanto se nutrite con amminoacidi sintetici, ossia con una versione ottenuta in laboratorio dei ‘mattoni della vita’ indispensabili alla crescita. Le piante ottenute ad Harvard sono state invece ‘equipaggiate’ con un corredo di enzimi biotech, che rendono il loro metabolismo dipendente da amminoacidi sintetici
