
Sono stati circa 30mila i litri di carburante fuoriusciti dall’oleodotto Civitavecchia-Fiumicino in seguito ai furti avvenuti il 6 novembre scorso che hanno causato lo sversamento sul terreno e nelle acque del territorio. Lo si legge nel decreto di sequestro firmato dal gip del Tribunale di Civitavecchia, Massimo Marasca. Il cherosene fuoriuscito, come riferito dall’Eni – proprietaria dell’impianto – durante la riunione dell’Unita’ di crisi al comune di Fiumicino, aveva interessato un percorso di 6 chilometri, toccando alcuni canali come il Rio Palidoro, ed il tratto terminale del fiume Arrone, “colpendo la vegetazione spondale dei medesimi canali e gli appezzamenti agricoli attigui, nonche’ la fauna acquatica (provocando la morte di: pesci, molluschi, crostacei, anfibi, uccelli e nutrie)”, ricorda il decreto di sequestro dell’oleodotto.