Non accennano a placarsi gli effetti dell’intensa ondata di freddo che nei giorni scorsi ha colpito le coste dell’Asia minore e il Medio Oriente. L’aria fredda, d’estrazione polare continentale, tracimata sul mar di Levante, dopo aver invaso le coste di Siria, Libano, Israele e Palestina, si è propagata verso l’entroterra desertico siriano, la Turchia orientale, il nord-ovest dell’Iran e il nord dell’Iraq, perdendo gran parte del contenuto umido acquisito sul Mediterraneo orientale e determinando un forte abbassamento delle temperature. L’afflusso delle masse d’aria molto fredde, penetrate fino ai territori del Kurdistan e della Siria settentrionale, ha prodotto delle nevicate che nel pomeriggio di ieri hanno interessato diverse città e villaggi, lungo il tormentato confine turco-siriano. Nel pomeriggio di ieri, dopo una mattinata di piogge quasi ininterrotte, la neve è caduta pure sulla città di Kobane, nota alle cronache di tutto il mondo per essere l’ultima roccaforte curda in territorio siriano a non cadere nelle mani degli spietati combattenti dell’IS, l’ormai famoso Islamic State, che ormai da mesi controlla vasti territori fra il nord dell’Iraq e la Siria orientale.
Fra cui la città di Mossul, la seconda più grande di tutto l’Iraq, che da Agosto è inspiegabilmente caduta nelle mani dell’IS che si è impossessato persino delle basi militari dell’esercito regolare iracheno (dove all’interno vi erano arei militari, mezzi corazzati e interi arsenali finiti in mano a questi mercenari che si ispirano al Jihad). Malgrado i continui attacchi, anche con armi pesanti e kamikaze imbottiti di esplosivi, la popolazione della città curda, grazie anche al sostegno militare di molti stati europei e degli USA, è stata capace di respingere l’avanzata dei mercenari del Califfato, proteggendo il centro abitato. Proprio nel pomeriggio di ieri una bella nevicata, con fiocchi a larghe falde, ha interessato la città, lasciando un sottilissimo velo sul terreno, malgrado l’elevatissima umidità e le temperature di poco sopra i +0°C.
Ma la neve, seppur presentandosi mista alla pioggia, si è vista cadere anche in altre località della Siria settentrionale, con fioccate coreografiche in pieno deserto Siriaco miste alla pioggia. Queste precipitazioni, che grazie al campo termico sottomedia nei bassi strati, hanno assunto prevalente carattere nevoso fino a bassissima quota, erano collegate all’avanzata del ramo caldo di un modesto sistema frontale, ormai totalmente occluso, facente capo al “CUT-OFF”, colmo di aria molto fredda di matrice polare continentale, presente sul mar di Levante. Nel corso della giornata odierna i resti di questo “CUT-OFF” attivo in quota, ormai in evoluzione in una “Upper Level low”, si sposteranno verso la Siria e la Turchia sud-orientale, per poi procedere, entro il pomeriggio di domani, verso l’Iran nord-occidentale. La depressione chiusa in quota, colma di masse d’aria molto fredde di origine polari continentali, durante il passaggio sopra la Siria e l’est della Turchia dovrebbe dare la stura a precipitazioni sparse che assumeranno prevalente carattere nevose fino a bassa quota. Nuove nevicate sono attese, difatti, sull’estremo nord della Siria, nel sud-est della Turchia e nel nord-ovest dell’Iran, dove le precipitazioni potrebbero divenire a tratti anche piuttosto consistenti.
