Ondata di freddo si versa sulla Spagna: nevicate abbondanti sui Pirenei, temperature di appena +6°C in Andalucia

Con lo slittare dell’intera saccatura verso il bacino centrale del mar Mediterraneo una serie di nuclei di aria fredda, d’estrazione polare marittima, sono scivolati verso il Portogallo e la Spagna, determinando un brusco calo delle temperature e l’abbassamento della quota dello “zero termico”. Sui monti della Spagna centro-settentrionale ha fatto la sua comparsa anche la neve, caduta fin dai 700-800 metri di altezza. Solo nei paesi Baschi e sull’area pirenaica si sono verificate delle fioccate a quote un po’ più basse che hanno imbiancato diversi centri e piccoli paesi montani, già dai 500 metri. Qualche fiocco è sceso fino a Pamplona. Le nevicate più intense hanno interessato proprio il versante settentrionale dei Pirenei, direttamente investiti dal flusso di aria molto fredda, d’estrazione marittima, che si è diretto sulla Spagna nord-orientale. Qui i freddi venti da Nord e N-NO, in discesa dall’Irlanda e dall’Atlantico britannico, hanno addossato una compatta nuvolosità da “stau” (sbarramento orografico), per l’effetto “trampolino” degli stessi contrafforti montuosi (i quali costringono l’aria fredda a sollevarsi verso l’alto raggiungendo velocemente la saturazione), che ha dato luogo a precipitazioni sparse risultate nevose fin quasi a quote collinari.

Queste precipitazioni nevose fresche, accumulandosi sopra lo spesso strato di neve già depositato dalle nevicate delle scorse settimane, ha favorito importanti accumuli di neve fresca sulle aree montuose pirenaiche. Con punte di oltre 80-90 cm, o prossime al metro di altezza man mano che si procede verso l’alto. In alcuni punti gli accumuli nivometrici complessivi potrebbero arrivare a superare i 2 metri di altezza. Per la Spagna si tratta della prima vera ondata di freddo dall’inizio del 2015. Durante l’afflusso delle masse d’aria più fredde, d’estrazione polare marittima, si sono create delle condizioni d’instabilità, coadiuvate anche da un anomalia della tropopausa indotta dalla componente spiccatamente meridiana del “getto polare” al traverso della Spagna, che è stata capace di produrre nuove precipitazioni. Fenomeni che date le isoterme, particolarmente basse, e l’abbassamento della quota dello “zero termico”, hanno assunto prevalente carattere nevoso fin dai 700-800 metri di altezza. Le aree più colpite sono gli esposti versanti settentrionali, dei Pirenei che della Cordigliera Cantabrica, dove la neve fresca ha imbiancato per bene le principali vette, dipingendole di bianco fino alle sottostanti vallate.

Ma un po’ di neve è caduta fino a bassa quota pure sul Sistema Iberico e nel Sistema Centrale, con nevicate prevalentemente deboli o di moderata intensità, in grado di imbiancare i principali comprensori montuosi dalle basse quote, regalando dei paesaggi decisamente più consoni per la stagione invernale. In alcune strade di montagna della Spagna settentrionale, causa la probabile formazione di insidiose lastre di ghiaccio sulle zone innevate di fresco, è stato reso obbligatorio l’utilizzo delle catene e delle gomme da neve. Altre strade montane dei Pirenei invece rischiano la chiusura temporanea, per gli ingenti accumuli di neve lungo le carreggiate. Gli effetti di questa irruzione fredda, di origine marittima, si sono avvertiti persino lungo le coste della mite Andalusia, dove si sono registrate temperature minime attorno i +6°C +7°C sul livello del mare.