Il porro: uno scrigno di eccezionali virtù terapeutiche

Il porro, ricco d’acqua, assolutamente ipocalorico, è indicato nelle diete dimagranti

PORRO 1Durante l’inverno non può mancare sulle tavole il porro (Allium porrum); un ortaggio appartenente alla famiglia delle Liliaceae, dal gusto molto simile a quello della cipolla ma più delicato. La sua origine è incerta: forse proviene dai territori celtici, ma lo conoscevano ed usavano anche gli Egiziani, mentre in Europa fu importato dai Romani. Plinio tesseva le sue lodi, affermando: “preso in una crema d’orzo oppure mangiato crudo senza pane, un giorno si e un giorno no, giova anche alla voce e al sonno”, raccontando che Nerone era solito mangiare ogni mese, in determinati giorni, solo porri conditi con olio d’oliva per conservare una bella voce. Il porro, ricco d’acqua, assolutamente ipocalorico (contiene solo 61 calorie per 100 gr. di prodotto), è indicato nelle diete dimagranti e contiene vitamina A, vitamina C, discrete quantità di vitamine B e preziosi minerali come il ferro, il magnesio, utile per il cuore, la silice, per l’elasticità delle ossa e della pelle, il potassio, il calcio per rinforzare le ossa e l’acido fosforico, utile per il sistema nervoso.

Sul mercato italiano si trovano differenti varietà di quest’ortaggio, distinte per colore, dimensione, consistenza e intensità del gusto; caratteriste che derivano anche dalle condizioni ambientali in cui la pianta è cresciuta. In genere, quanto più mite è il clima, tanto più dolce è il sapore. Esso racchiude sorprendenti proprietà curative e nutrizionali. Essendo ricco di minerali e altamente digeribile, è talmente valido e completo, da essere spesso consigliato per aiutare la ricostruzione della flora batterica nei casi di costipazione e nell’alimentazione dei bimbi, anche di tenera età. Svolge un’azione rimineralizzante e depurativa, lassativa, pulisce e lubrifica le pareti intestinali per via della presenza di cellulosa, ha proprietà diuretiche e antisettiche per l’essenza solfo-azotata.

Esso viene usato per curare dispepsie, anemie, artrite, gotta, infezioni urinarie, emorroidi, piaghe, e inoltre se ne raccomanda l’uso per stipsi. Inoltre abbassa il colesterolo, rafforza il sistema immunitario, aiuta la prevenzione del cancro, ha proprietà decongestionanti e disinfiammanti per questo è una manna dal cielo in caso di raffreddori e, secondo ricerche eseguita alla State University of New York/Albany, i suoi componenti solforati possono persino inibire la risposta infiammatoria allergica tipica dell’asma. Non va assolutamente sottovalutato l’aspetto afrodisiaco del porro. Questa proprietà era riconosciuta fin dai tempi antichi. Marziale, un poeta dell’antica Roma ne esaltava le numerose virtù e affermava: “Se l’invidiosa età allenta il nodo nuziale, il tuo cibo sian porri e la tua festa lo scalogno”.

Consigli per l’acquisto. In genere i porri più sottili sono quelli più teneri. L’estremità superiore, con le foglie verdi, non deve avere parti marroni o gialle, né essere legnosa. Le radicette ancora attaccate al lato bulboso sono pure testimoni di freschezza. E in cucina? Per non piangere durante la preparazione, tenete i porri in frigo per circa mezzora e usate un coltello ben affilato o un elettrodomestico con disco che affetta per ridurre il tempo di esposizione ai vapori solforati e quindi, il rischio di lacrimazione. In alternativa, tenete la lama del coltello sotto l’acqua corrente durante il taglio.

I porri sono ottimi tagliati a rondelle o a pezzetti e cotti in padella coperta o in pentola a pressione con pochissima acqua. Brasati o stufati, sono la base per numerosi usi gastronomici: zuppe, frittate, ripieno di timballi, sparsi crudi sulle insalate, leggermente spennellati d’olio e posti sul grill, da soli, serviti con salse calde o fredde o funghi, pomodori e olive. Per insaporirli: alloro, curry, semi di finocchio, noce moscata, prezzemolo, timo. Una curiosità: con un cataplasma di porro, potete ammorbidire persino i calli e i duroni. Fate macerare una foglia in aceto per una giornata, applicandola la sera sulla pelle interessata e fissatela con un bendaggio. Al mattino seguente, la callosità si squamerà con alcuni passaggi di spazzola o di guanto di crine.