Il profondissimo ciclone si sposta sulla Polonia, furiosi venti meridionali stanno per sferzare l’Egeo, il mar Nero e l’Ucraina

L’impetuosa libecciata che nella giornata di ieri ha sferzato l’Italia centro-meridionale, ed in particolare il Lazio, la Campania, la Calabria e la Puglia, con raffiche oltre i 70-80 km/h e picchi di oltre 100-120 km/h all’ingresso delle principali vallate dell’Appennino meridionale, si sta rapidamente allontanando verso il basso Adriatico, il Canale d’Otranto e il mar Ionio, spingendosi in direzione della Grecia, l’Albania e le coste montenegrine. Nel corso della mattinata di oggi, con il graduale spostamento della profonda depressione a carattere freddo di 971 hpa verso il nord della Polonia, i venti più forti, si localizzeranno proprio fra la Grecia, il mar Egeo, il mar di Marmara e il settore centro-orientale del mar Nero, dove il sensibile inspessimento del “gradiente barico orizzontale” attiverà venti di burrasca, prevalentemente da S-SO sul mar Egeo, e da Sud e S-SE fra Bulgaria, Romania, Ucraina e bacino del mar Nero.

Difatti, la profonda depressione extratropicale a carattere freddo, nel suo movimento verso nord-est, in direzione della Polonia settentrionale e del mar Baltico settentrionale, tenderà a erodere il margine più occidentale del robusto promontorio anticiclonico, dalle caratteristiche “termo-dinamiche”, da giorni insistente fra la regione degli Urali e il Kazakistan, con massimi barici al suolo superiori ai 1030 hpa. La contrapposizione fra le opposte figure bariche dinamiche sull’Europa centro-orientale produrrà un sensibile inasprimento del “gradiente barico orizzontale” che disporrà i propri massimi al traverso di Bulgaria, Romania, Ucraina e bacino del mar Nero, dove si verrà a realizzare un consistente infittimento delle isobare che si presenteranno molto ravvicinate. Le isobare strette e concentriche dell’area ciclonica, procedendo gradualmente verso levante, si addosseranno a quelle ellittiche dell’intensa area anticiclonica.

La presenza, più ad est, di questa solida figura anticiclonica, con massimi di oltre 1030 hpa localizzati fra i monti Urali e il Kazakistan, contribuirà a comprimere ulteriormente il già intenso “gradiente barico orizzontale” che caratterizzava il lato orientale del profondo ciclone a carattere freddo, di 971 hpa. Questo consistente infittimento delle isobare, nel corso delle prossime ore, produrrà un notevole rafforzamento della ventilazione meridionale, che dal mar Egeo risalirà verso il mar di Marmara e il Bosforo, con forti venti burrascosi, da S-SO e da Sud che verranno pesantemente enfatizzati dall’orografia locale, tanto che nelle raffiche più forti si potranno toccare picchi di oltre 70-80 km/h, se non pure di più sulle isole dell’alto Egeo, come Lemno, Taso e Samotracia. Ma raffiche anche molto intense e turbolenti spazzeranno pure il mar di Marmara e il Bosforo.

Una parte di questo intenso flusso dai quadranti meridionali, dopo aver risalito tutto il mar Egeo, spingendosi sulla Tracia e la Bulgaria orientale, con venti a carattere di burrasca da Sud e S-SE che toccheranno punte di oltre 60-70 km/h, si espanderà verso la Romania e il settore centro-occidentale del mar Nero. Proprio all’altezza del mar Nero i venti dai quadranti meridionali, a causa del sensibile inspessimento del “gradiente barico orizzontale” fra i Carpazi e il Caucaso, acquisteranno ulteriore velocità, favorendo l’attivazione di burrasche anche forti fra le coste della Romania e quelle dell’Ucraina sud-occidentale, che si propagheranno alla Moldavia e all’Ucraina nel corso della giornata, con venti anche intensi, da Sud e S-SE, che supereranno la soglia d’attenzione, con punte di oltre 60-70 km/h, da Chisinau a Kiev, fino agli Oblast’ dell’Ucraina orientale. Vere e proprie tempeste da Sud, con folate capaci di superare i 100-120 km/h, investiranno i Carpazi, ed in modo particolare i crinali, dove i venti potranno risultare a tratti pure violenti.

A bassa quota i venti più forti, prevalentemente da Sud e S-SE, durante la mattinata sferzeranno l’area fra le foci del Danubio e le coste ucraine meridionale attorno la città di Odessa, dove nella fase clou delle burrasche si potranno registrare raffiche di vento fino a 70-80 km/h, localmente anche più in mare aperto. Questi venti meridionali, piuttosto impetuosi, spazzando il settore occidentale del mar Nero solleveranno anche un consistente moto ondoso che si spingerà verso le coste meridionali dell’Ucraina e la Crimea, determinando delle mareggiate che dovrebbero colpire soprattutto il litorale di Odessa, con l’irrompere di onde alte più di 3.0-4.0 metri. Il moto ondoso e le mareggiate sulle coste dell’Ucraina meridionale e sulla Crimea dovrebbero cominciare ad attenuarsi non prima della prossima serata, nottata successiva, con il progressivo allentamento del “gradiente barico orizzontale” che favorito una conseguente attenuazione della ventilazione dai quadranti meridionali.

Ma si tratterà di una attenuazione momentanea visto che già dalla mattinata di domani, causa la veloce traslazione dai Balcani all’Ucraina centrale del un minimo barico a mesoscala che in queste ore sta nascendo sul mare di Corsica, nuove intense burrasche da Sud e S-SO torneranno ad attivarsi fra il mar Egeo, il mar di Marmara, il Bosforo e il settore occidentale del mar Nero, con venti davvero impetuosi che potranno raggiungere forza 8 Beaufort. Queste burrasche da S-SO e da Sud, dopo aver interessato tutto il settore occidentale del mar Nero, risaliranno rapidamente verso la Crimea e l’Ucraina centro-orientale, dando origine a forti venti da Sud e S-SE che raggiungeranno picchi di oltre 70-80 km/h fra la Crimea e il Donbass, producendo vere e proprie bufere di vento in grado di sradicare alberi e creare danni alla rete elettrica e all’illuminazione stradale su diversi Oblast’ ucraini.

Il veloce spostamento verso nord-est di questa depressione alla mesoscala genererà un nuovo inspessimento del “gradiente barico orizzontale”, che presenterà i propri massimi fra il bacino del mar Nero e l’Ucraina orientale, lì dove si attiveranno le forti burrasche di vento che fra oggi e domani spazzeranno parte del mar Nero, la costa rumena e l’Ucraina.