Ricerca: uno studio spiega la biochimica del cervello

Il lavoro indaga in particolare sui processi che regolano l’attività dei recettori Nmda ai quali si lega il neurotrasmettitore glutammato

WCENTER 0REDADFGHZ -Un team di scienziati internazionali, fra cui ricercatori dell’università degli Studi dell’Insubria di Varese, fa luce sui meccanismi biochimici che regolano il funzionamento del cervello e apre nuove speranze per la terapia delle malattie neurologiche e psichiatriche, ma anche contro gli effetti dell’invecchiamento. Il lavoro, pubblicato online su ‘Pnas’, indaga in particolare sui processi che regolano l’attività dei recettori Nmda ai quali si lega il neurotrasmettitore glutammato: ‘interruttori’ coinvolti in una serie di funzioni cerebrali chiave come l’apprendimento, la memoria e il controllo dell’attività motoria. La ricerca – nata dalla collaborazione tra scienziati francesi, tedeschi, israeliani e il Laboratorio di post-genomica funzionale e ingegneria proteica del Dipartimento di biotecnologie e scienze della vita dell’università dell’Insubria – chiarisce l’importanza e il ruolo di 2 molecole, la D-serina e la glicina, nell’attivazione dei recettori Nmda e nella regolazione dei processi fisiologici in cui sono implicati. “Lo studio – spiega Loredano Pollegioni, direttore del Centro di ricerca interuniversitario ‘The Protein Factory’ – ha permesso di concludere che l’identità del coagonista (D-serina rispetto a glicina) che regola l’attività di questa importante classe di recettori dipende dal tipo di sinapsi ed è regolato durante lo sviluppo. Tale cambiamento coincide con la composizione in subunità dei recettori Nmda a livello post-sinaptico e con la maturazione della sinapsi stessa”. “Chiarire il ruolo dei neuromodulatori, ossia le molecole segnale che agiscono su diverse regioni del cervello – sottolinea lo scienziato – ci aiuterà a chiarire i complessi meccanismi che ne controllano il funzionamento e a trovare nuove terapie per pazienti affetti da importanti patologie come la schizofrenia, il disturbo bipolare o il dolore neuropatico”. Il nuovo lavoro – ricorda l’ateneo lombardo in una nota – segue altre 3 recenti pubblicazioni dello stesso gruppo sulle riviste ‘Nature Communication’, ‘Brain’ e ‘Cell’, frutto di collaborazioni nazionali e internazionali, e relative al ruolo di D-serina e glicina. Queste ricerche sono state possibili grazie alla messa a punto di specifici sistemi analitici: Silvia Sacchi e Pollegioni dell’Insubria hanno infatti sviluppato, mediante tecniche di ingegneria proteica, enzimi in grado di riconoscere efficientemente e selettivamente i diversi neuromodulatori e hanno messo a punto sofisticate tecniche analitiche.