I neuroni protagonisti sono quelli dei “nuclei del rafe”, ben noti perché sono quelli che producono la serotonina, la molecola del buon umore
Scoperti i ”neuroni della pazienza”, un gruppo di cellule cerebrali che piu’ si attivano, piu’ aumentano la nostra ‘dose di pazienza’ e, quindi, la capacita’ di sapere attendere una gratificazione in arrivo. Frutto di uno studio pubblicato sulla rivista Current Biology e condotto da Zachary Mainen del centro Champalimaud a Lisbona, la scoperta – grazie a esperimenti su topolini – e’ interessante perche’ i neuroni protagonisti sono quelli dei ”nuclei del rafe’, gia’ ben noti agli esperti perche’ sono quelli che producono ‘serotonina’, la molecola del buon umore. Disfunzioni a carico dell’attivita’ di questi neuroni sono state infatti collegate alla depressione. Gli esperti hanno usato un trucco genetico (optogenetica) per comandare dall’esterno i neuroni del rafe nel cervello di topolini, facendoli funzionare tanto o poco a piacimento mentre i topi erano in attesa di una qualche gratificazione, ad esempio di ricevere una bevanda zuccherina. Ebbene e’ emerso che piu’ i neuroscienziati aumentavano l’intensita’ dell’attivita’ di tali neuroni e quindi la produzione di serotonina, piu’ l’animale si mostrava paziente nell’attesa della gratificazione. Il fatto che la quantita’ di serotonina prodotta da tali neuroni influenzi la pazienza, concludono i ricercatori, fornisce un’importante chiave che potrebbe aiutare a decifrare i misteri della serotonina stessa.(
