Screening neonatale: enormi passi avanti, -90% di mortalità

In Italia è ancora attuato a macchia di leopardo, con forti disparità tra le varie Regioni

Una riduzione della mortalità fino al 90% per alcune patologie. E’ il risultato ottenuto grazie allo screening neonatale, ambito nel quale negli ultimi anni si sono fatti enormi passi avanti. A sottolinearlo all’ANSA e’ il genetista pediatra Nicola Longo, direttore della Divisione di Genetica medica alla Utah University di Salt Lake City in Usa, in Italia per tenere tre Letture (a Roma, Firenze e Padova) organizzate dalla Fondazione Sigma-Tau. Lo screening neonatale, spiega, e’ ”un programma di test da effettuarsi a 24-72 ore dalla nascita del bambino per la cura precoce di varie patologie”. Oggi, rileva Longo, ”con lo screening possiamo diagnosticare la maggior parte delle malattie per cui esiste un trattamento”. In Italia, pero’, rilevano gli specialisti del settore, e’ ancora attuato a macchia di leopardo, con forti disparita’ tra le varie Regioni. Trentadue sono infatti i centri specializzati per lo screening neonatale sul territorio ma ci sono venti diverse applicazioni regionali di questo servizio.