Sulla Siberia centro-orientale compare l’anticiclone termico “russo-siberiano”, massimi di oltre 1053 hpa compaiono ad ovest del Bajkal

Proprio in questi giorni, con l’avvento dell’ultima decade di Gennaio, il gelo sui vasti territori siberiani raggiunge la massima intensità. Lo strato di aria gelida e molto pesante, che da settimane si è ben sedimentato vicino al suolo, mantenendo uno spessore limitato ai 1500-2000 metri, ha incentivato lo sviluppo del famoso anticiclone termico “russo-siberiano”, ossia una vasta zona di alta pressione di origine prettamente fredda, strutturata solo nei bassi strati (1.5-2.0 km). Questo vasto “cuscino di aria gelida” (“lake cold”), supportato dall’intenso effetto “Albedo” indotto dai terreni innevati e ghiacciati, ha contribuito alla formazione dell’anticiclone termico “russo-siberiano”, che ha mantenuto i propri massimi proprio nell’area ad est degli Urali, non poi così distante dal confine naturale europeo.

10940628_10205144289320443_2914902534680951219_nAttualmente, osservando le carte sinottiche, si nota come l’alta pressione di origine termiche, caratterizzata nei bassi strati da masse d’aria molto gelide d’estrazione artica continentale (con valori prossimi ai -48°C -50°C), continui a rimanere relegato nel cuore dell’area siberiana, con un nucleo di ben 1053 hpa posizionato nella regione ad ovest del lago Bajkal. Tale struttura anticiclonica, seppur molto solida, però continua a rimanere piuttosto assottigliato verso la Siberia meridionale a causa dell’eccessiva invasività dell’ampia circolazione depressionaria, a carattere freddo, collegata direttamente all’attività del “lobo siberiano” del vortice polare.

Come avevamo già evidenziato nelle precedenti analisi sul comparto russo-siberiano ritroviamo il “lobo siberiano” del vortice polare in ottima forma, con un minimo di geopotenziale in quota molto profondo, e un nocciolo di aria molto gelida a 500 hpa (circa 5100 metri) che presenta isoterme attorno i -42°C -43°C. Questa vasta circolazione depressionaria, parzialmente supportata in quota dal passaggio del ramo principale del “getto polare” (che innescherà una intensa avvezione di vorticità positiva in quota), che dalla penisola Scandinava scivola in direzione della Russia europea per poi penetrare sul settore più settentrionale del bassopiano della Siberia occidentale, nei prossimi giorni sposterà il proprio baricentro proprio sul mare di Laptev. Con questo posizionamento il “lobo siberiano” continuerà a sospingere vari impulsi di aria molto fredda, per non dire gelida, d’origine artica, verso l’altopiano della Siberia centrale e la Repubblica di Jacuzia, dove scivolerà l’isoterma di -30°C a 850 hpa (circa 1200 metri) che apporterà condizioni climatiche tipicamente invernali, con temperature largamente negative e fenomeni nevosi a carattere sparso, accompagnati da una gelida ventilazione al suolo da O-NO e NO, a tratti piuttosto sostenuta.

Negli strati più bassi della troposfera preesiste aria molto gelida e pesante che mantiene un clima alquanto rigido, con isoterme largamente negative anche in pieno giorno, con i termometri che si mantengono al di sotto della soglia dei -35°C -40°C, ma con picchi al di sotto dei -50°C -52°C nel cuore delle gelidissime lande siberiane. La presenza del “lobo siberiano” del vortice polare, che nel corso dei prossimi giorni posizionerà il proprio profondo minimo depressionario in quota (con geopotenziali molto bassi in quota e una intensa anomalia positiva nella tropopausa) sulla Siberia centro-orientale, renderà ancora più perturbate le condizioni atmosferiche sul comparto siberiano, dove si verificheranno delle nevicate piuttosto estese che interesseranno sia l’altopiano della Siberia centrale che la Siberia orientale.

Nevicate che a tratti potranno risultare un po’ più consistenti e persistenti del solito, specie in quelle aree della Siberia centro-settentrionale, già duramente colpite dalle abbondanti nevicate che hanno caratterizzato il mese di Dicembre. Ma un altro effetto dello scivolamento del “lobo siberiano” del vortice polare nel cuore delle lande ghiacciate ed innevate della Siberia sarà quello di avere una sensibile riduzione dell’estensione dell’anticiclone termico “russo-siberiano”. L’alta pressione termico verrà letteralmente schiacciata dallo scivolamento, sulla Siberia centro-orientale, del “lobo siberiano” del vortice polare, con un profondo minimo depressionario in quota (minimo di geopotenziale in quota), il quale apporterà condizioni climatiche molto rigide, con gelo e nevicate diffuse tra i bassopiani della Siberia occidentale, l’altopiano della Siberia centrale e le steppe del Kazakistan, soprattutto nella parte settentrionale dell’ex Repubblica Sovietica, dove spireranno sostenuti, a tratti intensi, venti dai quadranti occidentali messi in moto dal “gradiente barico orizzontale” che si verrà a creare fra il vortice siberiano e la cellula anticiclonica termica, ancora attiva nei bassi strati.

L’anticiclone di natura termica, compresso dal “gradiente barico orizzontale” prodotto dalla discesa del “lobo siberiano” del vortice polare, nei prossimi giorni, fra oggi e mercoledì, si dovrebbe riposizionare sulla regione del lago Bajkal, allargandosi fin verso la Mongolia e le aree della Cina centrale, dove si isolerà un nucleo anticiclonico, con massimi barici al suolo di oltre i 1045 hpa. Questa profonda e vasta circolazione depressionaria colma di aria molto fredda, legata alla circolazione del vortice polare, contrapponendosi al robusto anticiclone termico, da giorni presente fra la Siberia meridionale e la regione del Bajkal, produrrà un significativo “gradiente barico orizzontale” che si disporrà su tutto il comparto della Siberia centro-occidentale.

Le isobare strette e concentriche facenti capo alla vasta depressione di aria fredda, posizionata con il proprio minimo principale sul mare di Laptev, si addosseranno a quelle più ellittiche, ma pur sempre strette, presenti sul bordo settentrionale della robusta struttura anticiclonica in azione sulla Siberia meridionale. Questo fitto “gradiente barico orizzontale” che si creerà lungo i margini delle differenti figure bariche agevolerà l’attivazione di una sostenuta, a tratti intensa, ventilazione dai quadranti occidentali, con una componente prevalente da SO e O-SO, che interesserà la parte più settentrionale della steppa kazaka e la Siberia meridionale, ed in modo particolare la regione di Altai, dove si potranno registrare raffiche anche forti, con picchi fino ai 60 km/h.