“Agile è forse il miglior esempio di piccola missione di costo contenuto mai realizzata a livello mondiale”
Lanciato il 23 aprile del 2007, il satellite dedicato all’astrofisica delle alte energie realizzato dall’Agenzia Spaziale Italiana in collaborazione con Inaf, Infn e Cifs, ha così messo a segno – sottolinea l’Asi – un altro significativo traguardo, che dimostra la bontà della realizzazione e gestione da parte di Asi, del team scientifico e delle industrie nazionali coinvolte (CGS, Thales Alenia Space,Telespazio).
“Agile prosegue la sua esplorazione dell’Universo ai raggi gamma continuando a dare prova di una grande efficienza” spiega il PI della missione Marco Tavani, dello Iaps-Inaf di Roma, che nel 2012 è stato insignito del Bruno Rossi Prize con tutto lo staff della missione. “Agile – precisa Tavani – sta studiando sia i fenomeni energetici, come stelle di neutroni, buchi neri e galassie attive, che, ultimamente, anche fenomeni terrestri di grande interesse”.
“Agile – ha aggiunto il Chief Scientist di Asi, Enrico Flamini – è forse il miglior esempio di piccola missione di costo contenuto mai realizzata a livello mondiale. Una missione in cui sia la qualità tecnica del satellite che dei dati scientifici ottenuti non ha nulla da invidiare a programmi ben più grandi, complessi e costosi. Di questo – conclude Flamini – tengo a dire che siamo estremamente orgogliosi”.
Il satellite scruta con il suo occhio elettronico al silicio le profondità dello spazio alla ricerca di segnali gamma provenienti da oggetti estremamente energetici: stelle di neutroni e pulsar, buchi neri nella nostra galassia e in altre galassie lontane, transienti misteriosi e ancora da decifrare. Fondamentali sono state le scoperte in campo astrofisico. Ma la missione è anche in grado di rivelare fenomeni di alta energia di natura terrestre (quali i super-lampi gamma rivelati nelle regioni equatoriali) la cui natura ed effetto sull’ambiente e clima sono ancora da decifrare. È l’aspetto “duale” della missione e le caratteristiche “astro-terrestri” dei suoi ultimi risultati scientifici che – sottolinea l’Asi – fanno di Agile uno strumento unico.
L’Italia ha consolidato sempre più in questi anni la sua leadership nei rivelatori per la fisica e astrofisica delle alte-energie applicati alla ricerca spaziale, oltre che allo studio teorico dei processi più energetici dell’Universo e terrestri. Le ricadute per il nostro Paese di una missione spaziale come Agile sono quindi multiformi, dalle applicazioni industriali e tecnologiche alla conoscenza agli estremi dell’Universo.
