Tarassaco: le proprietà benefiche e culinarie di una straordinaria pianta officinale

TARASSACOIl tarassaco, noto anche come Taraxacum officinalae o “dente di leone” o “stella gialla”, è una pianta officinale ricca di proprietà curative. Il suo fiore si distingue per un colore giallo intenso e per il fatto di chiudersi al tramonto, riaprendosi, poi, nuovamente, alle prime luci dell’alba. Terminate l’inflorescenza, in cima al piccolo fusto, alto tra i 3 e i 9 cm, si genera una piccola sfera di colore bianco, composta di molti acheni, che spesso i bimbi si fanno volar via con un solo soffio . Questa pianta, dalle foglie lunghe, lanceolate e con margine dentato, cresce in molte zone dell’Italia, trovando il suo habitat naturale nei prati, nei campi, persino ai bordi delle strade e nelle zone alpine fino a 2000 metri di altitudine. Tracce della sua descrizione come diuretico risalgono al XV secolo, mentre nel secolo successivo viene suggerito come vulnerario, cioè con proprietà di cicatrizzante di piaghe e ferite.

Sebbene nei secoli successivi non sia mai stato considerato di grande utilità, nel XX secolo assurge alla ribalta della medicina, tanto che viene coniato il termine di “tarassacoterapia”. Il tarassaco ha proprietà digestive, diuretiche, leggermente lassative, colagoghe (favorisce il trasporto della bile nel duodeno, grazie all’azione di un alcaloide che si chiama tarassosterolo), depurative, antinfiammatorie.  Più nello specifico, esso aiuta il fegato grazie all’azione colagoga, utile in caso di insufficienze epatiche, epatite e fegato pigro; è usato in caso di disordini metabolici e squilibri della funzione pancreatica; eccessi di colesterolo nel sangue. La radice ha una leggera azione lassativa. Può essere utile nel diabete perché aumenta la secrezione di insulina da parte del pancreas, ha un’azione tonica amara disintossicante, purifica il sangue e la pelle (nei casi di acne, pustole o ascessi). Il tarassaco vanta proprietà antinfiammatorie, utili in caso di artrite e reumatismi; e le sue foglie, con proprietà diuretiche, si rivelano efficaci contro ritenzione idrica, cellulite e infezioni delle vie urinarie. Il tarassaco può prevenire i calcoli ed è utile in casi di gotta, migliorando l’eliminazione dell’acido urico.

Viene consumato sotto forma di decotto, realizzato bollendo 10 gr. di radici in 250 ml di acqua per 20 minuti, lasciando raffreddare il tutto, per poi filtrarlo con un colino. E’ ottimo addolcito con un cucchiaino di miele, bevendone 1 bicchierino a digiuno e altri 2 lontano dai pasti, con effetto diuretico, depurativo, lassativo e disintossicante. Per ottenere l’infuso depurativo, lasciate in infusione in 1 bicchiere d’acqua calsa 1 cucchiaino di foglie secche per 10 minuti, filtrandolo e bevendolo anche 3 volte al giorno. Il tarassaco è disponibile, inoltre, sotto forma di integratori in capsule o compresse per fornire all’organismo le sostanze benefiche di cui è carente; e sotto forma di sciroppo, ottenibile amalgamando, per 20 minuti, 250 gr. di fiori di tarassaco in 1 litro d’acqua contenente 1 limone tagliato in 4 parti.

Il composto va filtrato e rimesso in pentola, aggiungendo lo zucchero e girando fino a che non si condensa. Vanno presi 1 o più cucchiaini di sciroppo per combattere raffreddore e problemi respiratori. Alcune curiosità: con le foglie fresche e tenere è possibile fare un’insalata rinfrescante, soprattutto all’inizio della primavera , quando l’organismo ha bisogno di rinnovare i fluidi, depurandosi delle scorie accumulate nel periodo invernale. Foglie di tarassaco possono essere aggiunte in insalate miste, integrando sali ed elementi antiossidanti in generale. Le foglie si possono utilizzare anche per fare insalate cotte o in un mix per minestre. Le radici cotte possono fungere da integratori che facilitano la funzionalità di un intestino pigro. I capolini in bocciolo si possono friggere, mentre i capolini fioriti si possono aggiungere per insaporire le insalate crude e cotte.