A fare il bilancio, con la voce incrinata dall’amarezza, è il sostituto procuratore di Bari, Ettore Cardinali, che indaga sull’incendio che ha devastato la Norman Atlantic

Il rogo che lo scorso 28 dicembre ha fatto bruciare ponti, stive, cabine, garage e uffici del cargo ha trascinato via anche vite umane: nove le salme recuperare e identificate, altre due giacciono nei fondali del mare Adriatico. Quando il traghetto prese fuoco si trovava a qualche miglia da Valona, in Albania.
L’elenco dei dispersi riporta i nomi di due italiani: Giuseppe Mancuso – originario di un paese in provincia di Messina e “Balsamo, un uomo di origini campane”, puntualizza il magistrato.
E gli altri due dispersi senza nome? “Stando a quanto hanno denunciato i famigliari dovrebbero essere siriani ma stiamo ancora procedendo ad accertamenti”, specifica Cardinali. Secondo quanto ricostruito, si tratterebbe di due uomini, fuggiti dalla barbarie della guerra: obiettivo era poter riabbracciare i parenti che vivono in Germania. Il copione per chi fugge dalle violenza è sempre lo stesso: una corsa da invisibili fino in Grecia e un imbarco da fantasmi, con il cuore gonfio di speranza e paura alla ricerca di una nuova vita. “Speriamo di avere presto notizie certe: continueremo a indagare”, ha assicurato il magistrato.
