L’eruzione dei vulcani sottomarini ha affascinato fin dall’antichità l’uomo, che ha cercato di dare una spiegazione alla potenza di questo fenomeno naturale, alimentando miti e leggende ma anche portando avanti studi e ricerche

Perché l’eru
Cosa c’è dietro il fascino dell’eruzione sottomarina? sono diversi i miti e le leggende che gli uomini si sono tramandati sin dall’antichità per poter dare una spiegazione a questo fenomeno della natura che esprime forza e bellezza. I Greci pensavano che le fuoriuscite laviche fossero causate dal Dio dei venti, Eolo, che aveva imprigionato i venti nelle caverne. Sicuramente le esplosioni vulcaniche, sia dei vulcani che sorgono sulla superficie terrestre sia di quelli che si trovano sotto la superficie del mare, è interpretata nella letteratura e dalle anime più poetiche come una sorta di passaggio, l’unico varco di comunicazione che c’è fra il cuore della terra, sconosciuto all’uomo, e la superficie popolata. Una sorta di “filo lavico” con cui il nostro pianeta ci comunica la sua forza e ci ricorda allo stesso tempo che la natura è di certo più potente della mano dell’uomo e capace di essere mille volte più distruttiva nel giro di pochi secondi.
I vulcani sottomarini sono spesso i più paurosi se si pensa che le loro dimensioni possono essere a volte quanto quelle di un intero stato. Come per il Tamu, il vulcano sottomarino che si trova a 1.500 chilometri al largo delle coste del Giappone, è alto circa 4 km, largo 650 e ha un’area di 260mila km quadrati, più della Gran Bretagna e quasi quanto la superficie dell’Italia. La sua cima si trova a quasi duemila metri sotto livello del mare. il Tamu può competere anche con i più grandi vulcani del sistema solare. Il Monte Olimpo, su Marte, il più grande vulcano scoperto finora è alto 22 km, ma ha un’area che è soltanto il 20 per cento più grande di quella del Tamu. Non c’è però da temere secondo gli esperti, il Tamu è rimasto attivo fino a 140 milioni di anni fa. Ad oggi dunque è infatti un vulcano inattivo, almeno fino ad oggi, visto che con la natura non può mai essere sicuri al 100%, data la sua imprevedibilità e “sregolatezza”.
Il Tamu ha battuto per dimensioni anche il Mauna Loa , il vulcano che si trova nelle Hawaii, e che era ritenuto il più grande vulcano del pianeta. In realtà il Mauna Loa è più alto del Tamu (9mila metri dal fondo del mare alla cima), ma ha una superficie molto più piccola, circa 5mila km. A due passi dalle coste dell’Italia si nasconde il vulcano sottomarino più esteso d’Europa: il Marsili. E’ localizzato nel Tirreno meridionale e appartenente all’arco insulare delle Eolie. Si trova a circa 140 km a Nord della Sicilia e a circa 150 km a Ovest della Calabria. Il vulcano Marsili misura 70 km di lunghezza e 30 di larghezza, pari a 2.100 km quadrati di superficie. Il Marsili è inserito fra i vulcani sottomarini più pericolosi, insieme ad altri due: il vulcano Magnaghi e il vulcano Palinuro. Il Magnaghi è un vulcano sottomarino italiano sempre nell’Arco eoliano. Ha un’età di circa tre milioni di anni e si trova 220 km a Sud-Est di Napoli. Si eleva in profondità fra 1.465 e 3.000 m per un’altitudine equivalente di poco più di 2.500 metri. Il Palinuro è un vulcano sottomarino a circa 65 km dalle coste del Cilento. La sommità del Palinuro è visibile a 100 metri sotto il livello del mare. E’ un vulcano attivo che potrebbe essere molto dannoso per la costa tirrenica meridionale in caso di eruzione. Un supervulcano è stato scoperto di recente anche sotto il parco americano di Yellostone. L’ultima eruzione avvenuta a Yellowstone risale però a circa 640 mila anni fa e, da tempo, ma i sismologi hanno affermato che potrebbe essere in procinto di esplodere. Un insolito fenomeno si può osservare invece in Indonesia, a Est di Giava, dove il vulcano Kawah Ijen ha eruttato più volte lava blu. Ciò che rende particolare questo vulcano è la presenza di zolfo poiché sul fondo del cratere, nella sua pancia più remota si trova un lago le cui acque contengono alti livelli di acido solforico.