Nelle strade delle grandi città, gran parte delle fioriere decorative, finisce col trasformarsi, in breve tempo, nell’ennesimo cestino dei rifiuti. C’e’ però un interessante, seppur discutibile,progetto, che porta un po’ di verde nei centri urbani, assolvendo, al contempo, alla funzione di orinatoio. Il padre di questa trovata sui generis, deve fare i conti, ancora, con chi lo taccia di maschilismo per aver ideato solo toilette da uomo e con le ovvie questioni di privacy che le bozze del progett non sembrano elargire. Il giovane designer Eddie Gandelman ha infatti inventato un orinatoio capace di riciclare l’urina, trasformandola in prodotto per innaffiare le piante. Lo studente di designer presso l’Università di Cincinnati, reputando antiestetici i tradizionali orinatoi dei bagni pubblici, ha pensato bene di crearne uno eco-sostenibile e più gradevole alla vista, chiamandolo “When Nature calls”(“Quando Natura chiama”).
Il rivoluzionario dispositivo, che funge da bagno, fioriera, fertilizzante, filtra sodio e acido urico presenti nell’urina, attraverso un processo suddiviso in 3 fasi, in cui sono coinvolti carbone attivo, calcare e sabbia, trasformando l’urina in un liquido, che viene poi direzionato verso le piante acquatiche, poste sulla sommità della struttura, affinché possano crescere e restare rigogliose. L’idea per ora interessante solo su carta, è in attesa di finanziamenti per diventare prima un prototipo, e poi un prodotto commercializzabile. Che il letame, composto da escrementi animali, sia un ottimo fertilizzante, oramai è dato per assodato, ma che anche l’urina potesse essere usata per concimare i propri fiori, forse non è così scontato. La simpatica invenzione, forse, vuol rendere più piacevole un luogo che, per antonomasia, è sempre stato piuttosto degradato, consentendo l’impiego dell’urina come fertilizzante completamente naturale. Insomma, “Quando la natura chiama”…la creatività risponde!
