Tra i tanti modi di celebrare la festa degli innamorati, però, la nazione più singolare nei festeggiamenti è forse il Giappone
Tanti i proverbi su San Valentino : a Borgo Val di Taro, ad esempio, si dice: “P’r San Val’ntèin tüt’i vèinti i van in marèin” (per San Valentino tutti i venti vanno in “marino”) per indicare che dal 14 febbraio i venti freddi di tramontana si sarebbero tramutati in “marino”, un vento temperato che spira da sud-ovest e che porta effluvi e tepori dal vicino mar Ligure. San Valentino serviva anche come occasione di bilancio familiare, ossia di controllo di ciò che ancora la famiglia possedeva in attesa dei futuri raccolti, ancora lontani nel tempo. Anche in questo caso, viene d’aiuto un modo di dire dialettale che recita: “P’r San Val’ntèin – Mezu pan e mezu vèin – Meza f’nèra – E tut’ la lardèra” (per San Valentino mezzo pane e mezzo vino, mezzo foraggio e tutto il prodotto del maiale). Un proverbio molto caro alle fanciulle siciliane, invece, dice: “San Valintinu: Lo zitu è vicinu” (San Valentino: il fidanzato è vicino). Giuseppe Pitrè, scrittore, raccoglitore e studioso di tradizioni popolari siciliane, scrive che nel giorno di San Valentino ogni ragazza non fidanzata che desidera conoscere se si sposerà e quale sarà, su per giù, l’età del futuro compagno, può farlo affacciandosi alla finestra o sulla porta una mezzora prima che spunti il sole. Se in quella mezzora non passerà nessuno, addio matrimonio. Al contrario, il passaggio di uomo equivale a certezza delle nozze.
Nel tardo Medioevo, quando il 14 febbraio corrispondeva in realtà alla fine del mese a causa del calendario giuliano che anticipa¬va rispetto all’anno solare, nacquero alcuni proverbi per annunciare l’ormai vicina primavera. In questo periodo, la temperatura si è un poco intiepidita, gli uccellini cominciano a cantare sugli alberi e ad accoppiarsi per cui si diceva che «Per San Valentin la lodola fa il ni¬do» e «Per San Valentino la primavera sta vicino». E siccome fioriscono pure le siepi nei luoghi più riparati dalla tramontana, si coniò anche il proverbio: «Per San Valentino fiorisce lo spino». Se nel nostro Paese i fiori sono i regali simbolo del giorno di San Valentino, nel mondo questa festa trova tanti diversi modi per manifestare l’amore nei confronti del proprio partner. In Kenya, per esempio, le donne donano al proprio sposo una zucca colma di vino di palma, ricevendo in cambio un pezzo di focaccia di tiglio. In seguito i due innamorati bevono insieme da una “coppa dell’amore”.
In Brasile, invece, ci si cimenta in prove di resistenza con la “prova del tronco”. I giovani si sfidano correndo per 6 km con un tronco di barauna ed il vincitore ottiene il diritto di ballare con l’amata. Per la tribù dei Wodaabe nel Niger è tempo di danze: le ragazze, infatti, sono chiamate a scegliere il proprio compagno tra tutti i ballerini che per l’occasione ricoprono il loro corpo con collane, vestiti colorati e copricapi. Anche i Samburu, in Kenya, si cimentano in particolari danze dell’amore destinate al corteggiamento che terminano con i giovani che gettano il loro ciuffo di capelli sul viso dell’amata che, se non si mostra contrariata, aspetta di ricevere in dono da lui una collana di perline. In Ungheria, nel giorno di San Valentino ragazzi e ragazze sono soliti andare nei boschi a raccogliere bucaneve; In Galles ci si regala dei cucchiai di legno intagliati; nel mondo islamico la tradizione prevede che l’uomo dimostri il suo amore dando prova di resistenza al dolore. Di solito alla donna viene donato un fazzoletto bagnato di sangue come prova di coraggio e di forza.
In Finlandia il 14 febbraio è il giorno dedicato all’amicizia e uno dei regali più gettonati è un coupon per accedere ad un centro termale;mentre in Danimarca sono le donne che chiedono ufficialmente la mano dei loro innamorati. La tradizione risale al Medioevo, quando la regina scozzese Margareta stabilì che solo a febbraio una donna potesse chiedere all’uomo di sposarla. In caso di rifiuto, la dama aveva diritto a essere risarcita con 12 paia di guanti di seta. In Danimarca, i giovani sono soliti inviare fiori bianchi (gli “snowdrops”) ai loro amici, mentre gli uomini più maturi inviano cartoline particolari di auguri, non firmate e con poesie in rima. In Romania, la festa degli innamorati si chiama Dragobete, e cade il 24 febbraio. Dragobete è nella mitologia rumena il figlio di Baba Dochia, che rappresenta a sua volta l’impazienza degli uomini nell’attesa dell’arrivo della primavera.
Tra i tanti modi di celebrare la festa degli innamorati, però, la nazione più singolare nei festeggiamenti è forse il Giappone: qui le vere protagoniste sono le donne che regalano cioccolatini al proprio innamorato, alla persona cui vogliono dichiarare il loro amore, ma anche ai colleghi, ai datori di lavoro e agli amici. Gli uomini che hanno ricevuto il dono di San Valentino, hanno poi l’obbligo di ricambiare un mese dopo, esattamente il 14 marzo, donando del cioccolato bianco nel giorno denominato White Day. Onde evitare equivoci, esistono due tipi di cioccolatini: l’Honmei Choco che viene donato solo al ragazzo di cui si è innamorati, e il Giri Choco, legato ai sentimenti di amicizia e riconoscenza. Per chi è rimasto a bocca asciutta, non dovrà far altro che offrire spaghetti al nero di seppia il giorno del Black Day che ricorre il 14 aprile.