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Allerta mari e venti: intensi venti da E-SE spireranno sullo Ionio, attese mareggiate sulle coste ioniche di Calabria e Sicilia
La saccatura nord oceanica entrata in queste ore sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo dovrebbe essere sottoposta ad un intenso “Stretching” che dovrebbe favorire l’evoluzione in “CUT-OFF” del suo margine più meridionale, ora attestato sull’entroterra desertico algerino. Difatti, il rialzo dei valori di geopotenziale sull’Atlantico orientale, e la forte resistenza operata ad est dal robusto promontorio anticiclonico di blocco, centrato con massimi di oltre 1045 hpa fra le Repubbliche Baltiche e la Russia occidentale, provocheranno il graduale “Stretching” dell’asse di saccatura. La parte più meridionale della stessa, subendo lo “Stretching”, tenderà rapidamente ad evolvere in una ciclogenesi, in sviluppo sottovento alla Catena dell’Atlante algerino, mentre il resto della saccatura verrà pian piano riassorbito dal flusso perturbato principale.
La genesi di questa depressione è da ricondurre al richiamo di aria calda e molto secca sub-tropicale continentale dai quadranti meridionali, che dall’entroterra desertico libico occidentale e dai deserti sabbiosi dell’Algeria orientale si espande in direzione del bacino centro-occidentale del Mediterraneo, muovendosi lungo il bordo orientale della saccatura atlantica che affonda sull’Algeria. Questo flusso meridionale, in sviluppo sul bordo orientale della saccatura atlantica, risalendo verso il Mediterraneo, impattando contro la catena montuosa dell’Atlante Telliano, tenderà di seguito ad invorticarsi, favorendo la formazione di una depressione orografica che si chiuderà nei bassi strati, presentando un minimo barico sottovento all’Atlante che evolverà verso nord-est.
Una volta strutturatasi nella media troposfera, con dei massimi di vorticità positiva isolati dal flusso perturbato principale alla base dell’asse di saccatura, la depressione si sposterà sul Canale di Sardegna, richiamando intensi e umidi venti di scirocco che dalla Cirenaica risaliranno il mar Libico e lo Ionio, assorbendo un gran quantitativo di umidità che verrà scaricata sotto forma di intense precipitazioni lungo le coste ioniche di Sicilia e Calabria, e i versanti orientali di Etna, Peloritani, Aspromonte, Serre e Sila, dove si verificheranno apporti pluviometrici davvero molto abbondanti capaci di produrre fulminee ondate di piena nei principali bacini idrografici. Questa depressione nel corso della giornata di domani, tenderà a contrapporsi a quell’imponente promontorio anticiclonico di blocco, presente sull’Europa orientale, con massimi che superavano i 1045 hpa sull’ovest della Russia europea.
Sarà proprio la presenza di questo solido promontorio anticiclonico di blocco a comprimere ulteriormente il “gradiente barico orizzontale”, già di per se significativo, sullo Ionio, dando la genesi ad un intenso flusso da SE e E-SE, che nel corso della mattinata di domani raggiungerà lo status di burrasca da SE e E-SE sullo Ionio centro-settentrionale. Questa configurazione bloccata enfatizzerà l’infittimento delle isobare sullo Ionio agevolando l’attivazione di burrasche di scirocco che dal tratto di mare ad ovest di Creta e dalle coste più meridionali del Peloponneso si propagheranno allo Ionio, acquistando ulteriore intensità nel tratto di mare ad est della Sicilia, con una componente prevalentemente da E-SE che raggiungerà le coste del messinese, la Calabria ionica e la costa salentina, dove subentreranno venti forti, che potranno toccare punte di oltre i 60-70 km/h, anche se localmente si andrà anche sopra i 75-80 km/h sulle coste della Calabria ionica e del Salento.
Questo intenso flusso sud-orientale, che dall’Egeo meridionale e dal mar di Creta si muoverà fin verso le nostre regioni più meridionali, si estenderà su un ampio tratto di mare, che da Creta si allunga fino alle coste della Sicilia orientale e della Calabria ionica, sollevando un ingente moto ondoso, con marosi alti anche più di 3.0-4.0 metri in mare aperto. Il “Fetch” (lo spazio di mare su cui soffia il vento) piuttosto ampio sullo Ionio determinerà le condizioni ideali per la formazione di un moto ondoso significativo, con onde ben formate che si dirigeranno verso le esposte coste della Sicilia orientale e Calabria ionica. Il “Fetch” agevolerà di conseguenza la genesi di onde di “mare vivo” veramente alte, che raggiungeranno “Run-Up” veramente significativi. Lo sviluppo di queste ondate cosi grandi, su tutto l’alto Ionio e lungo il golfo di Taranto, verrà favorito non tanto dalla forza del “gradiente barico orizzontale” che attiverà venti ben oltre la soglia d’attenzione, in mare aperto, quanto dal “Fetch” (lo spazio di mare su cui spira il forte vento) piuttosto esteso su un ampio tratto di mare che dalle coste meridionali greche si estenderà fino alle coste della Sicilia e della Calabria ionica.
Il “Fetch” è un parametro fondamentale per valutare la potenza e l’intensità del moto ondoso che verrà innescato dalla formazione di una burrasca o una tempesta di vento. L’altezza delle onde non dipende solo dall’intensità del vento, ma anche dall’estensione dello spazio di mare su cui esso agisce. Più questo sarà ampio maggiori saranno le probabilità di vedere un moto ondoso più consistente e impetuoso, capace di immagazzinare enormi quantità di energia. In presenza di venti di burrasca e di un “Fetch” molto esteso, per centinaia di miglia, allora siamo certi di trovarci di fronte ad una consistente mareggiata, in grado di arrecare danni significativi sulle aree costiere esposte, già pesantemente vulnerate dal fenomeno dell’erosione.
Queste ondate di “mare vivo”, non incontrando alcun tipo di ostacolo durante il loro cammino, si propagheranno in direzione dei litorali ionici di Sicilia e Calabria, sospingendosi su questi in ondate rifratte da SE che raggiungeranno la fascia costiera, con “Run-Up” alti anche più di 4.0 metri, specie fra il messinese e il reggino ionico, ed il catanzarese e buona parte del litorale crotonese, aperto alle imponenti onde sollevate dallo scirocco. Su questi tratti di costa le ondate arriveranno ben formate e con i massimi “Run-Up”, data l’estensione del “Fetch” e la vicinanza delle burrasche alla costa.