Allerta Meteo, altro che “Hooligan”: il ciclone che sta colpendo l’Italia si chiama “Volker II”

Altro che “Hooligan”: il ciclone che sta colpendo l’Italia in questi giorni si chiama “Volker II”, come certificato (vedi mappa a corredo dell’articolo) dall’Istituto Tedesco di Meteorologia dell’Università di Berlino, che a partire dal 1999, ha deciso di “adeguarsi” a un’usanza tipicamente Britannica dando un nome a ogni ciclone e a ogni anticiclone che interessa il Vecchio Continente, quindi a tutte le figure bariche in transito sull’Europa, ottenendo l’esclusiva autorizzazione dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale. Il nome prescelto per questa tempesta è, appunto, “Volker II”.

Già ne giorni scorsi il Centro Epson Meteo si era dissociato “dal nome Hooligan assegnato al maltempo che sta per colpire l’Italia in quanto assegnare i nomi alle perturbazioni, in maniera oltretutto casuale e senza condivisione o accordo della comunità meteorologica italiana (privata e pubblica), è un gesto puramente commerciale che non ha nessuna valenza scientifica ma finalizzato a portare benefici mediatici a pochi attori. In queste ultime ore – si legge nel comunicato – alcuni media introducono le previsioni del tempo con frasi come: ‘Arriva Hooligan, ma non sono gli olandesi che hanno devastato Roma, è il nome del ciclone che porterà pioggia e neve’ oppure ‘…arriva dal Nord Europa il ciclone Hooligan…’”. Il Centro Epson Meteo “è da sempre contrario a questa operazione meramente mediatica perché priva di ogni utilità meteorologica e fuorviante”.

Noi riteniamo che in realtà assegnare dei nomi ai cicloni e anticicloni sia un’operazione non solo simpatica, ma anche funzionale ad una corretta informazione che possa maggiormente coinvolgere i cittadini, così come accade da molto tempo in tutti gli altri Paesi del mondo sviluppato, avvicinando la scienza meteorologica alla popolazione e fornendo all’opinione pubblica maggiori strumenti non solo di conoscenza culturale, ma anche di preparazione ad affrontare eventuali calamità. Ovviamente, però, riteniamo anche che se esistono enti e autorità come l’università di Berlino e l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, è a quelle diciture che bisogna attenersi per evitare confusione e fare corretta informazione.