Alluvione Cesenatico, l’esperto in diretta dai luoghi del disastro: “la gente costretta a fuggire, è un dramma” [FOTO]

cesenatico01Le forti piogge che in queste ore stanno interessando la Romagna e le Marche in concomitanza di una violenta ondata di bora che ha provocato forti mareggiate e limitato il deflusso dei corsi d’acqua nell’Adriatico stanno causando una drammatica alluvione sul litorale romagnolo e marchigiano, tra Pesaro e Cervia. Le conseguenze, se la situazione non migliora potrebbero essere davvero molto preoccupanti. In questo momento si trova nella zona di  Cesenatico il Consigliere Nazionale dei Geologi Paride Antolini, originario proprio della zona che in queste ore è flagellata dalle piogge battenti che rischiano di mettere in ginocchio tutto il territorio romagnolo e marchigiano, mentre l’Emilia è seppellita dalla neve copiosa.

Antolini, in diretta dalla zona costiera di Cesenatico, spiega ai microfoni di MeteoWeb che “attualmente la situazione è preoccupante, la pioggia non tende a diminuire, la  costa è colpita da una violenta mareggiata e le strade del paese sono tutte allagate fino a Via de Cantucci. Stanotte già alcune famiglie sono state evacuate, abbandonando le loro abitazioni in una manciata di minuti per scappare con le loro auto in zone più sicure. Ancora, sembra preservarsi il centro storico, non gravemente allagato, e si sta cercando di preservare il più a lungo possibile con interventi volti ad arginare la concentrazione delle acque piovane ed accelerare il loro deflusso.”

Spostandoci verso l’entroterra poi, la situazione non migliora; i campi agricoli sono già in parte allagati e dunque, anche se la pioggia si fermasse adesso, la situazione ormai darebbe già disastrosa per l’agricoltura, con i raccolti completamente persi”.

La voce del Consigliere è molto amareggiata per quello che sta succedendo, come sarebbe per chiunque si trovasse nella propria zona di origine e la vedesse devastata peraltro ripetute volte, e senza che le cose migliorino volta dopo volta. “La mia più grande amarezza non è per quanto accade oggi in se’, la natura non si può certo controllare o peggio comandarla; ma sono eventi che si ripetono già ne abbiamo avuto contezza tante altre volte sempre, puntualmente, con le solite gravi ripercussioni; i risultati sono i medesimi: danni danni e solo danni. Alle case, alle aziende, ai campi, alle serre, sui litorali. Ogni volta ci si ritrova a partire da zero nuovamente e continuare a sostenere spese di rilevanti dimensioni solo perché, nonostante la consapevolezza della fragilità del territorio romagnolo, non si attuano i controlli e gli interventi di manutenzione che possano essere effettivamente utili al territorio.”

Antolini poi aggiunge che “se la natura del territorio è questa, bisogna accettarlo e prenderne atto: se la regione è soggetta a forti piogge, l’acqua deve pur defluire da qualche parte e le esondazioni sono dovute proprio a lavori di manutenzione e di arginazione delle acque assolutamente inutili e non idonei.”

L’esperto geologo ha poi approfondito ai nostri microfoni l’aspetto del problema costiero scagliandosi contro coloro che hanno fatto della costa un “mattone vivente“: “il turismo è la punta di diamante della costa romagnola, ma molti del settore non si rendono conto che di questo passo, continuando massicciamente a difendere i loro interessi economici senza occuparsi della natura, poi si verifica proprio questo: coste completamente distrutte e tutti i lavori da rifare con un dispendio immane di risorse economiche. Inoltre il problema dell’aumento del livello del mare non aiuta questa situazione sicuramente”.

Ma conseguenze ancor più problematiche si prospettano per l’entroterra, in particolar modo Antolini ha aggiunto che “attualmente le zone agricole sono state proprio le più colpite di queste ore con un accumulo intenso di acqua ed allagamenti in tutte le serre”. Le prossime ore saranno decisive “dobbiamo aspettare mestamente che l’acqua si decida di smettere, solo allora potremo avere un quadro più chiaro della situazione ed iniziare a contare, purtroppo, i danni che qui in romagna siamo abituati a vedere ormai sempre con più maggiore frequenza. Il mio appello infine è quello di prevenire invece che curare, e dunque, se chi di dovere, conosce la fragilità del territorio non la si deve ignorare ma prenderne atto ed agire di conseguenza in modo assolutamente preventivo.”