Piantare alberi può portare in breve tempo ad assorbire 3,7 tonnellate di CO2 per ettaro all’anno

Nei prossimi decenni la ‘tecnologia’ piu’ promettente, oltre che economica e gia’ disponibile, per contrastare il cambiamento climatico sono gli alberi. Lo sostiene uno studio dell’universita’ di Oxford, secondo cui l’afforestamento, cioe’ piantare gli alberi in terreni dove ora non ci sono, e’ un’arma per contenere i livelli di CO2 e guadagnare tempo per mettere in atto un taglio delle emissioni su scala globale, che e’ comunque la via maestra percorrere. I ricercatori hanno analizzato le ’emissioni negative’, cioe’ i sistemi che permettono di assorbire la CO2 riducendone la concentrazione in atmosfera. Potenziando i sistemi a emissioni negative, da qui al 2050 si possono togliere dall’atmosfera 120 miliardi di tonnellate di CO2 in piu’, e questo soprattutto grazie all’afforestamento e a una gestione delle aree agricole che porti ad aumentare i livelli di carbonio organico nel suolo. Guardando al 2050, “questi due metodi sono i piu’ promettenti”, oltre a essere i piu’ economici e a dare benefici quali l’aumento di produttivita’ dei terreni agricoli. Piantare alberi, ad esempio, puo’ portare in breve tempo ad assorbire 3,7 tonnellate di CO2 per ettaro all’anno. Tuttavia i sistemi a emissioni negative non sono la panacea, ma solo una delle misure da mettere in campo accanto a quella principale, che resta “la necessaria, consistente riduzione delle emissioni generate dall’uomo”. “Il potenziamento dei metodi a emissioni negative – sottolineano gli autori – non e’ in alcun modo preferibile a una tempestiva decarbonizzazione dei sistemi energetici e agricoli”.