Lo scopo finale di IXV non è quello di trasportare uomini ma muovere gli oggetti dalla Terra allo spazio e viceversa, in modo efficiente
Prepariamoci ad avere un servizio di pony express spaziale: spedire e ricevere ‘pacchi’ dalla Stazione Spaziale Internazionale (Iss) potrebbe diventare facile grazie alla navetta Ixv (Intermediate eXperimental Vehicle), la missione dell’Agenzia Spaziale Europea ideata come apripista per creare una navetta europea riutilizzabile. “Dopo aver imparato ad andare nello spazio dovevamo imparare a scendere”, ha spiegato Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi). “Dopo aver sviluppato il lanciatore Vega – ha proseguito – era logico sviluppare tecnologie per rientrare dallo spazio”. La sfida e’ stata lo sviluppo della navetta europea Ixv, in cui l’Italia ha contribuito per il 40%, e che nonostante venga definita da molti come il mini-Shuttle europeo ha l’obiettivo di trasformare in futuro i trasporti spaziali ma in modo completamente diverso dalla navetta statunitense. Lo scopo finale di Ixv non e’ quello di trasportare uomini ma muovere gli oggetti dalla terra allo spazio e viceversa, in modo efficiente. “Al momento – ha spiegato Battiston – non abbiamo nessun modo di mandare a Terra materiali dalla Iss, se non con le capsule Soyuz. Capsule ‘piccole’, pensate e usate per trasportare uomini, non oggetti”. Una limitazione che non permette ad esempio di poter mandare rapidamente campioni scientifici da analizzare oppure urgenze di vario tipo (come l’analisi dei danni alla tuta in un incidente occorso a Luca Parmitano). I dati di Ixv potrebbero quindi portare a eliminare le molte limitazioni esistenti oggi e aprire una nuova fase dei trasporti spaziali, la creazione di una sorta di corriere rapido per inviare materiali dallo spazio a Terra.
