
“La sopravvivenza di un adeguato numero di dipartimenti di Scienze della Terra – ha affermato Domenico Calcaterra , docente dell’Università Federico II di Napoli e Consigliere Nazionale dei Geologi – è un presupposto imprescindibile al fine di favorire, in tutto il Paese, la diffusione della cultura geologica e la crescita, sia qualitativa che numerica, della categoria professionale, vero baluardo a difesa del territorio nazionale”
“Questo brutale ridimensionamento della Geologia nelle Università di tutto il Paese – ha dichiarato Nicola Casagli dell’Università di Firenze – si è paradossalmente verificato contemporaneamente all’esplosione del problema del
dissesto idrogeologico. Adesso la proposta di legge pone un correttivo ad un errore del passato” .
“Le Scienze della Terra svolgono un ruolo fondamentale nella preparazione di figure professionali indispensabili – ha affermato Giovanni Crosta, dell’Università Milano Biccocca – per la gestione del territorio, l’analisi dei processi naturali, lo sfruttamento delle risorse e la protezione dell’ambiente. La contrazione forzata dei dipartimenti e del personale universitario ha impattato in modo inaccettabile sulla formazione delle nuove generazioni di geologi”.
Interviene anche l’Associazione Italiana di Geologia Applicata ed Ambientale (AIGA)
“Si è compiuto un primo, importante passo verso una nuova stagione che ponga lo studio del territorio – ha osservato Francesco Maria Guadagno , Presidente Nazionale AIGA e docente dell’Università del Sannio – e della sua fragilità geologica, al centro dell’attenzione della comunità accademica, scientifico-tecnica nonché politica”.
“La necessità di mantenere in vita Dipartimenti di Scienze della Terra – ha infine concluso Nicola Sciarra , presidente dell’Associazione Internazionale di Engineering Geology – seppur sotto-soglia, è motivo imprescindibile della tutela di gruppi di ricerca che per la loro peculiarità assicurano alla società un reale sostegno scientifico alla salvaguardia del territorio”.