Una nuova forte ondata di maltempo dalle caratteristiche invernali sta colpendo il nord degli USA e il Canada sud-orientale, con forti nevicate accompagnate da venti anche molto forti, prevalentemente da NO e N-NO, che originano veri e propri “blizzards”. Il passaggio e il successivo approfondimento di una depressione extratropicale, con un minimo al suolo sceso fin sui 990 hpa e un associato sistema frontale a carattere freddo, che dallo stato del Michigan si muove verso il sud-est dell’Ontario, è all’origine del significativo peggioramento che in queste ore sta coinvolgendo buona parte degli USA settentrionali. Il fronte caldo, che precede la parte più avanzata della vasta circolazione depressionaria, è già giunto in prossimità della Pennsylvania, stato di New York e Vermont, dove sta dando la stura a nevicate diffuse fino al piano, accompagnate da una mite e umida ventilazione dai quadranti meridionali.
La profonda depressione responsabile del maltempo in atto sul nord-est degli USA
Ma più ad ovest agisce un esteso fronte freddo, che dal Michigan si allunga fino all’Illinois, seguito da masse d’aria piuttosto fredde, d’origine polare continentale, che dal Canada centro-occidentale si fiondano verso il Montana, il North Dakota e il South Dakota, tramite l’inserimento di una intensa ventilazione da O-NO e NO, che ha toccato picchi di oltre 60-70 km/h, localmente anche più, fra North Dakota, South Dakota e Nebraska settentrionale. Una parte di quest’aria molto fredda, d’estrazione canadese, nel corso delle prossime 24 ore, scivolando lungo il bordo più occidentale della vasta depressione extratropicale in approfondimento e successivo spostamento verso i Grandi Laghi, riuscirà a versarsi fino agli stati centrali, attraverso una intensa ventilazione da NO, con raffiche oltre i 60-70 km/h. Specie fra Minnesota, Wisconsin, Indiana, Illinois e Iowa, dove i venti da N-NO e NO potranno eccedere la soglia d’attenzione, a causa dell’intenso “gradiente barico orizzontale” presente sul margine più occidentale della depressione, ulteriormente inasprito dalla presenza di un promontorio anticiclonico dinamico sui 1030 hpa tra l’Idaho e lo Utah.
La coda del fronte freddo, inoltre, scivolando verso gli Stati Uniti centrali, potrebbe dare luogo anche a nevicate deboli o moderate fra l’Iowa, l’Illinois, il nord del Missouri e l’Indiana. Le temperature subiranno una decisa diminuzione, anche sugli USA centrali, e da domani pure su parte di quelli più meridionali, come il Texas, l’Oklahoma, l’Arkansas, il nord della Louisiana e del Mississippi. Nel frattempo, dalla prossima serata, con l’ulteriore spostamento verso nord-est della profonda depressione, l’avvezione fredda che fa seguito al sistema frontale, con isoterme di -9°C -10°C a 850 hpa, interesserà più direttamente il Minnesota, il Wisconsin e lo stato del Michigan, dove si potranno verificare delle nevicate sparse, che potrebbero risultare un po’ più significative lungo le coste del Michigan che si affacciano sull’omonimo lago, dove si potrebbe attivare un modesto “lake effect” per l’avvento di una fredda ventilazione da Ovest e O-NO.
Ma il grosso del freddo, stavolta, rimarrà confinato sul Canada centro-orientale, fra Manitoba, Ontario e Québec, dove si verificheranno nuove nevicate, mentre i termometri scivoleranno anche sotto i -15°C -20°C. Nel corso della giornata di domani la profonda depressione colma di aria gelida in quota, spostandosi verso il Quèbec meridionale, dopo essersi ben approfondita, continuerà a mantenere attiva una profonda circolazione ciclonica, con un minimo barico al suolo che scenderà al di sotto dei 980 hpa al suolo e un avvezione di vorticità positiva che presenterà dei massimi proprio sopra l’Ontario orientale e il Quèbec, grazie alla costante alimentazione fornita dal passaggio di un ramo discendente del “getto polare”. Il fittissimo “gradiente barico orizzontale” prodotto da questo profondo vortice ciclonico artico (altro non è che una parte del vortice polare troposferico) attiverà venti molto forti da NE e N-NE che dalle prossime 24 ore spazzeranno il Quèbec meridionale e le coste di Terranova, con raffiche che supereranno la soglia dei 70-80 km/h, ma con picchi oltre i 90 km/h.
I forti venti occidentali sulle coste del New England previsti dal modello GFS
Vere e proprie tempeste di vento, da NE e E-NE, con raffiche che supereranno pure i 100 km/h, fra domani e lunedì si origineranno fra il Golfo del San Lorenzo, la Nuova Scozia e le coste del Maine e Massachusetts. Da lunedì mattina, con l’evoluzione verso nord-est della profonda depressione, parte dell’aria gelida che ha interessato gli USA settentrionali e la regione dei Grandi Laghi si propagherà alle coste del New England, tramite forti venti da Ovest e O-NO che potranno raggiungere l’intensità di burrasca fra il Maine, il Massachusetts, Connecticut, New Jersey, Long Island e Delaware, con raffiche capaci di toccare i 70-80 km/h, localmente anche più fra il Maine e il tratto di costa vicino a Cape Cod. I forti venti da Ovest e O-NO sferzeranno pure grandi metropoli, come Boston o New York, dove il vento molto forte, raggiungendo l’intensità di burrasca, creerà non pochi disagi. Le burrasche da Ovest e O-NO, dopo aver investito il New England, si allontaneranno velocemente sull’Atlantico occidentale, sollevando imponenti ondate, alte anche più di 5-6 metri.