La situazione “resta molto complessa, visto l’aumento di accumulo di acqua contaminata”

Il Giappone “ha fatto significativi progressi sui passi” per lo smantellamento in sicurezza della centrale nucleare di Fukushima, ma la situazione “resta molto complessa, visto l’aumento di accumulo di acqua contaminata che pone sfide di breve termine da risolvere in modo sostenibile”. A conclusione della terza missione del team Aiea, Juan Carlos Lentijo, a capo della Divisione sul ciclo del combustibile nucleare e del trattamento delle scorie, dice che il rilascio controllato in mare di acqua depurata e’ una opzione possibile. A un mese dal quarto anniversario del grave incidente nucleare causato dal sisma/tsunami dell’11 marzo 2011, Lentijo esprime apprezzamento per il “graduale miglioramento delle condizioni” grazie alla graduale rimozione del materiale radioattivo che ha portato “ad abbassare i livelli di contaminazione in molte parti” dell’impianto. In una conferenza stampa a Tokyo, Lentijo, che ha guidato un team di 15 esperti, osserva che “la necessita’ di rimuovere il combustibile altamente radioattivo, sia quello danneggiato sia i detriti, dai reattori con il nocciolo parzialmente fuso, pone una grande sfida di lungo termine”. Tuttavia, nell’immediato e’ certamente positiva la messa in sicurezza delle barre di combustibile spente o non usate tolte dalla piscina in alto all’edificio del reattore n.4. Bene, oltre alle misure di controllo della falda sotterranea, anche l’avvio delle nuove e piu’ potenti linee di depurazione di acqua contaminata che intorno a maggio potrebbero consentire di terminare il filtraggio da gran parte degli isotopi di circa la meta’ degli enormi quantitativi di acqua accumulata. Tra i consigli dati per rafforzare le operazioni, figura pure il rilascio controllato in mare, nel rispetto dei passaggi sulla sicurezza, dei liquidi depurati rispettando la radioattivita’ nei limiti di legge. “E’ una delle opzioni possibili”, rileva Lentijo, osservando che qualsiasi operazione deve essere fatta di comune accordo “con il pubblico”, le comunita’ locali, la prefettura di Fukushima e le associazioni dei pescatori, ad esempio. Si tratta, aggiunge, di “una pratica seguita in tutte le centrali nucleari del mondo” che non ha impatti sulla salute dell’uomo e sull’ambiente.