Influenza: arriva l'”influenzometro”, per “misurare” i sintomi ed agire in tempo nella cura

Capire i segnali del nostro organismo per comprendere se si tratta di influenza o di altre infezioni: l’influenzometro aiuterà i genitori a monitorare tutti i sintomi dei bambini con un vero e proprio “misuratore a punti”

influenza-bambini-mammeIn questi giorni l’Italia sta attraversando il picco dei casi influenzali, oltre 3 milioni e 200 mila, e spesso l’influenza risulta difficile da debellare poiché vengono trascurati i primi allarmi e sintomi, non accuratamente monitorati e dunque non riferiti al proprio medico curante con precisione. “Ma in questo periodo circolano anche numerosi altri virus, soprattutto fra i bambini. Ecco che diventa importante riuscire a identificare il problema, segnalando correttamente i sintomi al medico. Per orientarsi meglio, può essere utile ricorrere all’influenzometro”, a spiegarlo all’Adnkronos Salute è il pediatra di Milano Italo Farnetani, che ha messo a punto lo strumento per individuare l’influenza. In cosa consiste questo innovativo strumento? Il Dottor Farnetani spiega che è un vero e proprio ‘misuratore a punti’ della malattia, ed aggiunge “la malattia si presenta con febbre alta, talvolta superiore a 38,5°C, che dura anche 4 giorni, e dolori alla schiena e alle articolazioni. La caratteristica dell’influenza perciò è quella di avere un quadro clinico dominato soprattutto da febbre alta, malessere, spossatezza e dolori a ossa e articolazioni, senza la contemporanea presenza di altri sintomi dominanti, per esempio la tosse. Le infezioni più diffuse, che potrebbero essere scambiate per l’influenza, hanno altri sintomi predominanti. Quando ad esempio a dare più fastidio sono tosse e raffreddore, in gioco c’è un virus parainfluenzale. In altri quadri clinici predomina una sintomatologia localizzata all’interno dell’apparato digerente, con vomito e diarrea, come nel caso in cui siano coinvolti gli adenovirus, o i rotavirus nel caso del bambino del meno di 3 anni”.

E’ allora, continua Farnetani, “importante saper riconoscere i sintomi dell’influenza, soprattutto per non commettere l’errore di scambiarla con tutte le infezioni diffuse in questo periodo”. L’utilizzo di questo strumento è peraltro molto facile ed intuitivo, alla portata di tutti quindi, “per usare questo strumento basta leggere il testo e, solo quando il sintomo o ciò che è descritto corrisponde alla situazione, segnare il punteggio che è riportato accanto. Alla fine – dice Farnetani – basta fare la somma e leggere il risultato”. I sintomi da valutare per capire se è influenza o no sono:

– DOLORI: alla schiena e alle articolazioni se è presente da meno di 4 giorni +50; mal di testa, se è presente da meno di 4 giorni +30; mal d’orecchie -10; dolore all’addome (‘mal di pancia’) -10;

-FEBBRE – superiore a 38,5°C per 3 giorni +30; superiore a 38,5°C per 4 giorni o più +40; superiore a 38,5°C per meno di 3 giorni +20; da 37,6°C a 38,4°C : +5; inferiore a 37,5°C o assente -2o;

-OCCHI – arrossati +5; dolore quando si guarda lateralmente: se è presente da meno di 4 giorni +20; con bruciore +5; con lacrimazione abbondante +10; appiccicati con secrezione gialla -5; normali 0. 5

-VOLTO – arrossato +5; pallido -10; normale 0;

-PELLE – calda e/o umida -5; normale 0;

-TOSSE – secca +10; grassa -10; assente +10;

-GOLA – fa male +20; brucia +5; è secca +5; nessuno dei sintomi precedenti -10;

-VOCE – rauca +10; normale 0; 10) NASO – secrezione chiara e liquida +10; chiuso -20; normale 0;

-APPARATO DIGERENTE vomito -10; diarrea -10; stipsi 0; normale 0;

– CONDIZIONI GENERALI malessere: se è presente da meno di 6 giorni +20; svogliatezza: se è presente da meno di 6 giorni +5; ci si stanca con facilità: se è presente da meno di 6 giorni +5; mancanza di appetito se è presente da meno di 6 giorni +5; nessuno dei sintomi o dei casi precedenti -20.

Se il punteggio è uguale o superiore a 130 è influenza; inferiore a 130 non è influenza.

Queste le semplici regole e parametri da tenere in considerazione se volete sapere se avete l’influenza o meno, e qualora lo fosse, rivolgervi al vostro medico curante per ricorrere alla terapia più opportuna