A preoccupare sono soprattutto i sottotipi dei virus H5 e H7
Quella di quest’anno e’ un’epidemia di influenza che mostra diversi segnali preoccupanti che vanno tenuti d’occhio: sono infatti aumentate le varieta’ di virus influenzali animali circolanti e lo scambio di materiale genetico per via di nuovi ceppi; continuano ad esserci casi di aviaria da virus H7N9 in Cina, e cambiamenti nel virus H3N2 che hanno ridotto la protezione offerta dal vaccino. A rilevarlo e’ l’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms). La diversita’ della distribuzione geografica dei virus influenzali attualmente in circolazione tra gli uccelli selvatici e domestici e’ ”senza precedenti”, spiega l’Oms. A preoccupare sono soprattutto i sottotipi dei virus H5 e H7, perche’ possano mutare rapidamente da una forma che causa sintomi moderati negli uccelli ad altre piu’ gravi e letali nel pollame, provocando epidemie devastanti e perdite all’industria e allevatori. Nel 2013 sono stati segnalati anche i primi 3 casi umani al mondo di influenza aviaria da virus H7N9 in Cina. Finora sono stati registrati 602 casi nell’uomo e 227 morti da questo virus, la maggior parte dei quali in Cina. Il virus non si diffonde facilmente da una persona all’altra, ma puo’ passare dal pollame agli uomini piu’ facilmente dell’H5N1. Negli ultimi due anni, al virus aviario H5N1, che circola dal 2003, si sono aggiunti i virus H5N2, H5N3, H5N6, e ceppi dell’H5N8 in varie parti del mondo. Secondo i virologi, questa proliferazione di nuovi virus indica che c’e’ uno scambio di materiale genetico che porta alla formazione di nuovi ceppi virali, dalle conseguenze imprevedibili per la salute umana e animale. Infine quest’anno e’ circolato in Europa e Nord America un ceppo del virus H3N2 che non era coperto dal vaccino, riducendone l’azione protettiva. Tuttavia, conclude l’Oms, il mondo ora e’ meglio preparato per affrontare un’influenza pandemica: il livello di allerta e’ alto, grazie ad un’elevata sorveglianza virologica su uomini e animali.
