L’interazione fra il Monsone invernale e l’Aliseo di SE determina la nascita di un nuovo ciclone sull’oceano Indiano meridionale

In questi giorni il flusso legato al “Monsone invernale di NE”, che dalle coste dell’India si versa sull’oceano Indiano, ha sconfinato oltre l’equatore, sull’emisfero australe, virando più da NO per l’effetto di Coriolis, che a ridosso dell’equatore rimane piuttosto debole. La ventilazione da N-NE e NE in azione sull’oceano Indiano settentrionale ha così varcato la linea dell’equatore, sconfinando nell’altro emisfero, dove i venti, originariamente da NE e N-NE, hanno cominciato a ruotare più da Nord, N-NO e NO, scivolando sempre più di latitudine.

All’altezza dei 5° di latitudine Sud le correnti da NO e N-NO, in sconfinamento dall’altro emisfero, hanno cominciato ad interferire con il sostenuto flusso da E-SE e SE, legato all’Aliseo di SE, che domina lungo la fascia tropicale australe dell’oceano Indiano, a sud dell’Indonesia. L’interazione fra le correnti da NO e il teso Aliseo di SE, dominante per gran parte dell’anno sulla fascia tropicale dell’oceano Indiano meridionale, ha prodotto una ampia linea di convergenza che ha determinato lo sviluppo di un iniziale circolazione vorticosa in senso orario, quindi ciclonica per l’emisfero australe. Si è così generata un’area di disturbo che nei giorni successivi è scesa ulteriormente di latitudine, approfondendosi sopra le calde acque superficiali dell’oceano Indiano meridionale, con temperature comunque sufficientemente elevate per produrre e alimentare la convenzione.

In genere, in questo periodo dell’anno, durante la fase monsonica, si possono sviluppare dei cicloni tropicali che si approfondiscono a seguito della rotazione innescata dalla convergenza di fasce di venti opposti nei bassi strati. Difatti, nell’oceano Indiano meridionale, quando le correnti da NO (in genere premonitrici dell’avvento del Monsone invernale di NE), dalla fascia equatoriale scivolano verso sud, nell’emisfero australe, incontrandosi con l’Aliseo di SE, molto spesso possono dare vita ad un ciclone tropicale che diventa autonomo e punta verso l’arcipelago delle Mauritius e le coste orientali del Madagascar. La frequenza di queste tempeste è massima da Novembre a Marzo, con un picco fra Gennaio e il mese di Febbraio.

Riguardo il nuovo ciclone tropicale, denominato “Glenda”, che si è appena formato in pieno oceano Indiano tropicale meridionale, possiamo dirvi che esso, tra oggi e domani, tenderà a muoversi verso sud-ovest, avvicinandosi entro la giornata di domani ad alcuni atolli a sud delle isole Mauritius. Questo ciclone tropicale in queste ore è ubicato sul bordo occidentale del noto anticiclone permanente sub-tropicale delle isole Mascarene. Tale tempesta, almeno per il momento, non pare destare grandi preoccupazioni, dato che rimarrà relegata in pieno oceano, a debita distanza dalle terre emerse o da arcipelaghi ad alto tasso abitativo. Inoltre il moderato “Wind Shear” in quota contribuirà a far affluire aria sempre più secca attorno il nucleo della tempesta, inibendo sensibilmente l’attività convettiva al suo interno. Entro le prossime 36-48 ore il sistema dovrebbe venire declassato in una potente tempesta tropicale, dispensando venti medi sostenuti fino a 80-90 km/h e onde capaci di superare i 4-5 metri all’interno dell’area perturbata.