Maltempo Campania, esondazione del Sele: “Ripristinare l’argine o mercoledì ci sarà una nuova emergenza”

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La situazione di emergenza, con l’evacuazione di alcune abitazioni rurali, sta rientrando con l’aiuto dei volontari della Protezione civile regionale che hanno liberato le strade dall’acqua

22012014_fiume-sele-in-piena_03Il ripristino dell’argine rotto, che ha causato l’esondazione del Sele, e la pulizia dell’alveo e degli argini interni del fiume “mai fatta negli ultimi 30 anni”. E’ quanto chiede il sindaco di Capaccio Paestum (Salerno) Italo Voza all’indomani della rottura di circa 40 metri dell’argine del fiume Sele, in contrada Gromola, che ha provocato l’esondazione e l’allagamento di oltre mille ettari “sui quali – spiega all’Adnkronos – vi erano colture di alto pregio”. La situazione di emergenza, con l’evacuazione di alcune abitazioni rurali, sta rientrando con l’aiuto dei volontari della Protezione civile regionale che hanno liberato le strade dall’acqua. “Ma – aggiunge – mercoledì è prevista nuovamente tempesta e temiamo che il tutto si possa ripetere”. D’altra parte Voza ricorda che già lo scorso anno si era verificata la stessa emergenza; per questo il primo cittadino chiederà “al Genio civile competente su fiume e argini di provvedere con somma urgenza al ripristino della breccia di rottura dell’argine, di circa 40 metri, perché se malauguratamente dovesse di nuovo piovere con la stessa intensità il fiume uscirebbe nuovamente dalla stessa breccia e saremmo ancora nei guai. Entro stasera devono arrivare con mezzi e materiale e andare a chiudere quella breccia”. La zona in questione è in contrada Gromola, località Brecciale, dove il letto del fiume fa una curva a gomito: “E’ il punto debole dove l’acqua sbatte sugli argini e, quando troppo violenta, li rompe”. Voza chiede quindi “che il Genio civile faccia presto per mettere a posto l’argine e per fare, dopo 30 anni, una pulizia dell’alveo e degli argini interni del fiume ormai diventata improrogabile”.