
Ecco una sintetica cronaca degli eventi meteorologici salienti del periodo.
Le precipitazioni iniziano irregolarmente già martedì 3 febbraio, con alcuni rovesci di neve sulle pianure del Piemonte meridionale, e – più intensi e talora temporaleschi – sull’alta Toscana (8 cm a Pontremoli nella notte). In attesa di un addolcimento dell’aria causato dal libeccio sul versante tirrenico, spruzzate imbiancano pure i Castelli Romani a quote di circa 700 m.
Mercoledì 4 febbraio il libeccio intensifica il trasporto di aria umida, così piove copiosamente in Sardegna (27.6 mm ad Aritzo, Nuoro, e 26.4 a Illorai, Sassari) e le nevicate si estendono al Nord-Ovest (6 cm a Domodossola, 20 a Cuneo). Tiepido al Sud, sotto le folate di vento nord-africano, 21 °C a Palermo-Punta Raisi.
Giovedì 5 febbraio il minimo depressionario è tra la Corsica e la Sardegna, e comincia la fase più intensa delle precipitazioni, che divengono torrenziali sulla Romagna, con i primi allagamenti nella seconda parte della giornata (accumuli, nelle 24 ore, di 60-80 mm tra Bologna, Imola e Forlì).
Al mattino prevale ancora la pioggia anche sul resto delle pianure del Settentrione, tuttavia temporanee cadute di neve umida si verificano sulle coste venete (1-2 cm) e in Emilia (1 cm a Piacenza), poi tra pomeriggio e sera rovesci di neve si estendono in maniera più convinta su Piemonte e Lombardia depositando 5-10 cm sul Torinese e una spruzzata su Milano; sul Cuneese e sull’Appennino Emiliano la nevicata è molto più intensa e arriva ad accumulare al suolo circa 50 cm a Cuneo e Sestola (MO), e 70 cm a Boves (CN).
Disagi alla circolazione sull’Autosole nel tratto appenninico tra Bologna e Firenze (blocco dei mezzi pesanti), nonché sull’A6 Torino Savona, specie tra il Colle di Cadibona e Ceva.
Una bora impetuosa irrompe dal Carso verso l’alto Adriatico e le pianure venete, emiliane e romagnole, con raffiche di 80 km/h a Venezia-Tessera, 133 a Borgo Grotta Gigante e 156 a Trieste-Molo Bandiera.
Tuttavia la sera torna a prevalere il flusso temperato, e la neve tende a trasformarsi in pioggia a Nord di Torino.Venerdì 6 febbraio è ancora una giornata diffusamente perturbata su tutto il Nord. Nella notte una nevicata di straordinaria intensità deposita, in una decina d’ore, 16 cm a Piacenza, 32 a Modena, 34 a Parma e ben 45-50 a Cremona e Reggio Emilia.
L’evento, di per sé non eccezionale per le quantità (a Modena si rilevarono 40 cm il 28 febbraio 2004, a Reggio 52 cm il 31 gennaio-2 febbraio 2012), è stato invecestraordinario per l’intensità della precipitazione concentrata in poche ore, e per la neve bagnata e pesante che ha causato molti danni: alberi e linee elettriche abbattuti (lunghi black-out fino a sabato o talora domenica-lunedì in diverse località), traffico stradale e ferroviario paralizzato, crollo della copertura di un distributore di carburante nel Modenese.
A Parma non si superavano i 30 cm in un giorno dal 4 gennaio 1954 (quando caddero però 50 cm, cui se ne aggiunsero altri 20 il giorno seguente).A Est di Bologna invece piove ancora con forza, e i totali di precipitazione di 3 giorni, da mercoledì 4, giungono a 158 mm a Cesena, a 161 a Forlì, e a 182 mm a Carpineta, determinando gravi inondazioni (una vittima annegata), mentre le mareggiate devastano stabilimenti balneari e alluvionano le città litoranee da Comacchio a Cesenatico.
Acqua alta a Venezia, livello di 123 cm a Punta della Salute alle ore 11.In Piemonte continua a nevicare sul Cuneese (70 cm al suolo a Cuneo-città), mentre su Torino ormai piove, e nei dintorni il limite pioggia-neve oscilla tra i 400 e i 700 m.
La bora tocca velocità di 101 km/h ad Adria (Rovigo) e ben 161 km/h a Trieste-MoloBandiera, superando qui perfino la storica tempesta del 10 marzo 2010, durante la quale l’anemometro Osmer misurò 152 km/h.
