Chi ha provveduto a chiudere l’entrata, non ha pensato che fosse il caso di avvertire prima chi nella villa già si trovava

Alcune decine di podisti e frequentatori di villa Ada, uno dei parchi piu’ grandi di Roma, sono rimasti questa mattina bloccati all’interno per oltre un’ora. A causa del forte vento di tramontana che sta soffiando sulla capitale, il Servizio giardini del Comune ha deciso di chiudere la villa per il timore che la possibile caduta di alberi potesse mettere a repentaglio l’incolumita’ di podisti, ciclisti, proprietari di cani e frequentatori vari del parco. E cosi’ alle 8:40 l’ingresso principale di via Ponte Salario e’ stato sbarrato e sul cancello e’ stato affisso il cartello: “VILLA CHIUSA – Pericolo caduta alberi”. Fin qui tutto bene, perche’ la salute dei cittadini viene sempre al primo posto. Peccato che chi ha provveduto a chiudere l’entrata, non abbia pensato che fosse il caso di avvertire prima chi nella villa gia’ si trovava a fare attivita’ fisica o a portare in giro il cane o semplicemente a passeggiare e prendersi una pausa dal caos e dallo smog cittadino. E quando qualcuno ha imboccato la via dell’uscita per rientrare a casa, ha avuto la spiacevole sorpresa di essere rimasto ‘prigioniero’ dentro il parco. A quel punto la voce si e’ diffusa in un baleno fra tutti coloro che si trovavano nel parco. Per chi conosce villa Ada, si tratta della parte piu’ bassa del grande parco che fu un tempo dei Savoia, quella che ruota intorno allo storico laghetto. Nel giro di pochi minuti, a dimostrazione di quanto non fosse poi cosi’ difficile avvertire preventivamente chi stava gia’ all’interno della villa, decine di cittadini si sono accalcati davanti al cancello sbarrato: c’erano podisti ma anche persone anziane, signore con il cane, mamme in attesa! Qualcuno ha tirato fuori il telefonino e ha chiamato il Servizio giardini del Comune di Roma. Ma la risposta ricevuta e’ stata di quelle che fanno cascare le braccia: “Potete uscire dal cancello dell’ambasciata egiziana!”. Peccato che l’ingresso che si trova davanti all’ambasciata si trovi a due km di distanza da quello principale e che, per arrivarci, bisogna inoltrarsi nei sentieri di villa Ada, percorsi da una fitta schiera di alberi che sarebbero potuti cadere sulle teste dei malcapitati… A quel punto sono fioccate le telefonate alla Polizia Municipale e al 112. Dopo circa mezz’ora, mentre il freddo all’interno della villa diventava sempre piu’ pungente, sono arrivati due vigili urbani che pero’ hanno dovuto alzare le braccia sostenendo di non avere il potere di forzare la catena e aprire il cancello. E se ne sono andati promettendo pero’ che avrebbero provveduto a sollecitare il Servizio giardini del Comune. Altra buona mezz’ora al gelo e qualcuno si arrabbia sul serio, minacciando di denunciare il Campidoglio per sequestro di persona. Ma finalmente arriva la squadra di giardinieri che provvede a ‘liberare’ i malcapitati cittadini. Fra questi anche Alessandro Leone, presidente dei ‘Leprotti di villa Ada’, la principale societa’ podistica del parco, da sempre attenta alla cura e al controllo della villa. “Sarebbero bastati pochi minuti – spiega Leone – per avvertire chi si trovava nei pressi dell’entrata, prima di chiudere il cancello. A questo punto, vista la superficialita’ del Servizio giardini – insiste Leone – sfido il Comune a dare direttamente a noi le chiavi della villa. Sapremmo bene come monitorarla, come evitare pericoli ai suoi frequentatori e magari come avvisare per tempo coloro i quali si trovano al suo interno per evitare di finire prigionieri come e’ avvenuto stamattina”.