Il nocciolo gelido invade la Scandinavia portando tormente di neve in Norvegia e venti molto forti fino a 120 km/h

svezia-neve-sweden-snowIl nucleo di aria gelida che domani si fionderà sulle regioni adriatiche e al sud Italia, portando spettacolari rovesci nevosi fino alle coste e venti di burrasca, fino a 80-90 km/h sul Salento, dopo essere transitata sopra il mar di Groenlandia (luogo di origine dell’ondata di freddo) e il mar di Norvegia, in queste ore ha raggiunto la Norvegia e pure la Svezia, impattando sulle Alpi Scandinave. Osservando le immagini dei loops satellitari si nota la presenza sul mar di Norvegia di una estesa nuvolosità a “ciottoli”, che evidenzia l’alto grado d’instabilità della massa d’aria artica marittima che sta per invadere la Scandinavia e si prepara a gettarsi a capofitto fin sul bacino centrale del Mediterraneo. Il passaggio del nucleo gelido artico marittimo sta causando un sensibile calo dei valori termici, con le prime associate nevicate sulle coste norvegesi, dal Finnmarks fino alla città di Bergen e più a sud di essa, ove il termometro scende abbondantemente sotto i +0°C a livello del mare.

In queste ore le prime bufere di neve, accompagnati da fortissime raffiche di vento da N-NO che toccano i 90-100 km/h, stanno interessando diverse località della Norvegia centro-settentrionale. Rovesci di neve, polverizzati dai furiosi venti nord-occidentali, hanno investito località come Alesund, Bodo, Tromso, Myken, Sandane, come molte altre isole e fiordi del paese scandinavo. Poco fa il termometro misurava soli +1°C sulla temperata città di Bergen, che a breve sarà interessata da venti di burrasca da N-NO, con picchi di oltre gli 80 km/h. Le nevicate e i rovesci di neve che in queste ore sferzano la Norvegia sono agevolati dal notevole “forzing” orografico esercitato dai rilievi norvegesi nei confronti delle umide e fredde correnti da N-NO e NO, che dal mare di Groenlandia scivolano sul mar di Norvegia, più temperato, caricandosi di umidità e riscaldandosi notevolmente nei bassi strati. Tale riscaldamento della fredda massa d’aria, nei bassi strati, riacutizza l’instabilità, visto che nella media troposfera l’aria conserva le sue caratteristiche gelide, con isoterme sotto i -38°C -40°C a 5100 metri. Tali contrasti termici esacerbano il “gradiente termico verticale” in seno alla massa d’aria polare, favorendo lo sviluppo, all’interno di essa, di diffusi moti convettivi che danno origine a quella nuvolosità puntiforme, identificabile in nubi di tipo cumuliformi, come cumuli congesti e cumulonembi in aria fredda, che danno la stura a rovesci sparsi, che assumono carattere nevoso fin sulle zone costiere norvegesi, dove sono attesi pure accumuli consistenti.

Il nucleo di aria gelido che raggiunge la Scandinavia

Ma oltre al netto calo termico e alle prime nevicate sino alle coste, nel nord del paese, la Norvegia deve fare i conti con l’impetuosa ventilazione da NO e N-NO che sta sferzando le coste centro-settentrionali, dove si raggiungono picchi di raffica di oltre 100-120 km/h. Questi venti di tempesta, che caratterizzano l’avvezione artica che sta per spazzare l’intera Scandinavia e il Baltico, sono attivati dal passaggio di un profondo ciclone extratropicale, riempito di aria gelida artica marittima, in transito sul settore meridionale del mare di Barents, nel tratto poco a nord di Capo Nord, con un minimo barico al suolo sceso fino a 964 hpa (abbastanza profondo). A sud-ovest di questa profonda depressione, tra l’Atlantico e l’Irlanda, è presente un robusto promontorio anticiclonico dinamico, con massimi barici al livello del mare sopra i 1045 hpa ad ovest dell’Islanda, che tende a comprimere ulteriormente il già fortissimo “gradiente barico orizzontale” fra penisola Scandinava e Atlantico Britannico, con un fitto addensamento di isobare sul mare di Norvegia.

Tale “gradiente barico orizzontale” cosi intenso attiverà venti abbastanza furiosi, dai quadranti settentrionali, che dal mare di Groenlandia si propagheranno velocemente al mar di Norvegia e alle coste norvegesi centro-meridionali, con forti burrasche da NO e N-NO che raggiungeranno le coste norvegesi. In alcuni tratti costieri si supereranno i 90-100 km/h nelle raffiche più intense. In mare aperto, davanti le coste norvegesi, causa il notevolissimo divario barico fra coste della Norvegia e Groenlandia, si instaureranno venti veramente molto intensi, che potranno superare i 120-130 km/h. Visto l’ampio “Fetch” (spazio di mare su cui soffia il vento) in mare aperto, i forti venti settentrionali produrranno grosse ondate, alte fino a 7-8 metri, che si potranno spingere fino al settore settentrionale del mar del Nord, dove sono ubicate diverse piattaforme petrolifere.

Nel corso della prossime ore i venti da nord-ovest che accompagnano il flusso freddo, dopo aver scavalcato il crinale delle Alpi Scandinave, si verseranno a gran velocità sulla Svezia sotto forma di turbolenti e forti raffiche di caduta, da NO e N-NO, che potranno toccare punte di oltre 80-90 km/h sulla Svezia centro-settentrionale, e picchi fino a 100 km/h lungo il Golfo di Botnia e lungo l’uscita delle principali vallate. Nelle prossime ore forti raffiche di caduta investiranno pure la città di Stoccolma, determinando anche qualche disagio, per rami di alberi spezzati e cartelloni pubblicitari divelti dalle folate più forti. I forti venti da NO, dopo aver disceso le Alpi Scandinave e spazzato l’intero territorio svedese, si estenderanno alla Finlandia e alla Svezia meridionale, scivolando in seguito pure sul mar Baltico, con una componente decisamente più da N-NO che insisterà fino alla giornata di domani, con raffiche che supereranno i 70 km/h, localmente anche più di 80 km/h, nel tratto di mare che separa Danimarca orientale e Svezia meridionale.