Lo scivolamento di latitudine del “lobo europeo” del vortice polare, fino all’Europa centrale, ha favorito l’isolamento sulla penisola Scandinava e sulla Finlandia di un importante “serbatoio” di aria piuttosto fredda pronto a catapultarsi sul vecchio continente alla prima “erezione” verso nord (o nord-est) dell’anticiclone delle Azzorre. Proprio come era già successo a Dicembre questo “lobo”, rappresentato da una profonda depressione extratropicale colma di aria molto gelida in quota, posizionata fra il mar di Norvegia e la Svezia, annessa alla circolazione del vortice polare troposferico, entrando in fase di “Stretching” ha favorito la discesa di un nucleo di aria molto gelida a tutte le quote fra la Scandinavia, la Finlandia e l’ovest della Russia europea. Questo nucleo di aria molto fredda, d’estrazione artica marittima, soprattutto in quota (isoterme sotto i -40°C a 500 hpa) ha fatto piombare i termometri sotto il muro dei -20°C -25°C in svariate località della Lapponia.

Ma in alcune aree della Lapponia svedese, nell’estremo nord del paese scandinavo, la colonnina di mercurio, per la prima volta dall’avvento dell’inverno meteorologico, potrebbe avvicinarsi ai -30°C. Da giorni in Scandinavia, grazie alla persistenza di questa circolazione depressionaria a carattere freddo, il tempo presenta le caratteristiche tipicamente invernali, con cieli in larga parte nuvolosi o molto nuvolosi e associate nevicate di debole e moderata intensità, accompagnate da temperature largamente negative. In tale contesto, nei prossimi giorni in Lapponia potremo registrare i primi -30°C, per merito del forte effetto “Albedo”, prodotto dai terreni ben innevati in tutto il territorio lappone (il manto nevoso copre l’intera foresta di conifere estesa dalla Svezia alla Finlandia), e dalla presenza di una ventilazione nei bassi strati piuttosto debole che agevolerà lo sviluppo di intense inversioni termiche. Il consistente innevamento del suolo, di questi giorni, e il forte irraggiamento notturno di Dicembre permetteranno alle masse d’aria fredde stagnanti in prossimità del suolo di potersi raffreddare ulteriormente, raggiungendo valori sotto la soglia dei -28°C -30°C (normalissimi per questo mese) nel cuore della Lapponia.
Quello che ancora bisogna valutare è proprio l’obiettivo finale e l’esatto posizionamento dell’asse della colata, visto che ancora è presente una notevole discordanza fra i modelli, dovuto più che altro al comportamento dell’anticiclone azzorriano. Una sua possibile estensione verso nord-est, con un cuneo rivolto alla Germania e alla Danimarca, rischia di rimescolare le carte in tavola, favorendo l’attivazione di un flusso “retrogrado” più pronunciato sul Mediterraneo centrale. Quest’ultimo avrebbe il merito di aspirare parte di quel nocciolo di aria gelida giunto sulla Serbia, l’Ungheria e la Bosnia Erzegovina verso le Alpi Dinariche, facendolo successivamente tracimare lungo gli “intagli” naturali di queste verso l’Adriatico e le coste di Molise e Puglia, con intensi venti freddi da N-NE e NE che dopo essere passati sull’Adriatico meridionale, sullo Ionio e in parte sul basso Tirreno, sarebbero in grado di portare nevicate, anche abbondanti, fra Molise, Puglia, Basilicata orientale, Calabria e nord Sicilia (per il solo “forcing” orografico prodotto dai rilievi alla ventilazione fredda settentrionale nel post-frontale).
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