“La domesticazione dei cani s’è prodotta più tardi, nel Neolitico, quando i lupi hanno cominciato a nutrirsi di carogne attorno agli accampamenti umani”

Gli autori dello studio, pubblicato dalla rivista Nature, ritengono di aver dimostrato attraverso un’analisi morfologica 3D che i due crani di cani rinvenuti in Belgio, che rappresentano il più antico ritrovamento che dimostra un rapporto tra uomo e cane, apparterebbero in realtà “a lupi, non a cani”, ha detto Abby Drake, biologo del Skidmore College di Saratoga Springs.
“La domesticazione dei cani s’è prodotta più tardi, nel Neolitico, quando i lupi hanno cominciato a nutrirsi di carogne attorno agli accampamenti umani”, hanno scritto gli studiosi. E’ in quel periodo che gli uomini hanno cominciato a sedentarizzarsi e diventare agricoltori.
E’ la prima volti che questa tecnologia 3D, usata in passato per fossili umani, è stata usata per canidi. “Siamo in grado di determinare se un cranio provenga da un cane o da un lupo con una precisione del 96 per cento”, ha assicurato Drake.
