Salute: attenzione al Football, i ripetuti traumi nei più piccoli compromettono le loro capacità cognitive

Il football è uno sport bellissimo e divertente per i bambini, ma un recente studi ha scoperto che le cadute ed i traumi subiti in campo dai più piccoli, portano a dei problemi cognitivi e di memoria nell’età adulta

footballCadute, graffi e qualche livido, solo le conseguenze di una bella partita di football. Ma attenzione se la partita è stata giocata da piccoli campioni prodigio. Le semplici cadute durane la partita potrebbero essere invece un trauma che potrebbe portare a compromettere le loro capacità cognitive. Meglio quindi se i nostri figli non imitino fin da troppo piccoli i campioni del Superbowl. E’ quanto afferma uno studio del Boston University School of Medicine (Usa), pubblicato sulla rivista Neurology secondo cui non e’ consigliabile praticare questo sport, tra i più seguiti del mondo e che appena poche ore fa ha assegnato il titolo di campione della National Football League (Nfl), la lega professionistica di football americano, ai New England Patriots, per i bambini al di sotto dei 12 anni. Il football americano e’ praticato anche in Italia a livello giovanile, pur se non tra gli under 12 ancora; il nostro paese dunque dovrebbero essere temporaneamente salvo da questo pericolo che si nasconde dietro uno sport bellissimo.

Il rischio, denunciano gli esperti, e’ che sviluppino in futuro problemi al cervello causati da contrasti di gioco molto duri, mettendo a rischio le capacita’ cognitive e la memoria. Gli studiosi hanno esaminato con dei test appositi 42 atleti di football americano che avevano un’eta’ media di 52 anni e avevano sperimentato problemi di memoria e cognitivi per almeno sei mesi. La meta’ di loro aveva iniziato a giovare a football prima dei 12 anni mentre l’altra meta’ si era avvicinata dopo a questo sport, ma il numero di colpi presi in testa durante le fasi di gioco era identifico. Dai risultati e’ emerso che chi aveva iniziato a giocare fin da piccolo a football mostrava una maggiore compromissione della flessibilita’ mentale e della memoria, con una differenza di performances rispetto a chi aveva iniziato dopo che in alcuni casi era del 20%. Lo studio contraddice un pensiero convenzionale, secondo cui il cervello dei bambini sarebbe più plastico e quindi capace di recuperare dai traumi da un infortunio meglio di quello degli adulti e suggerisce anzi che i più piccoli possono essere invece più vulnerabili ai colpi ripetuti in testa, soprattutto durante il periodo critico di crescita e sviluppo. Dunque seppur la capacità di recupero dei bambini è migliore di quello degli adulti davanti a traumi di diversa ragione, in ambito di traumi cerebrali non sempre è così: il consiglio spassionato è dunque per i genitori di scegliere l’attività sportiva per i propri figli in modo adeguato e conforme a quello che è il livello di “sopportazione” della corporatura infantile.