
Si chiama Intermediate eXperimental Vehicle (IXV) ed e’ la navicella spaziale “made in Europe” che, senza pilota, effettuera’ il primo rientro atmosferico controllato dell’Esa. E’ iniziato il conto alla rovescia nella base spaziale della Guinea Francese da dove mercoledi’ 11 febbraio, IXV lascera’ la terra per raggiungere lo spazio attaccata al razzo Vega da cui si stacchera’ ad un altitudine di 320 km per poi continuare la salita e raggiungere i 412 km di quota, subito dopo iniziera’ la fase di rientro. Tutto e’ pronto quindi per il breve viaggio di andata e ritorno nello spazio. La missione dovrebbe durare circa un’ora e 40 minuti e si concludera’ con un ammaraggio nell’oceano Pacifico. Lo scopo e’ quello di effettuare un rientro atmosferico controllato da un orbita terrestre bassa (tra i 160 e 2000 km di quota). Esa punta molto sul progetto IXV, perche’ da esso potrebbero partire gli sviluppi per nuove tecnologie in grado di sostenere veicoli spaziali riutilizzabili dopo il lancio nella bassa orbita terrestre. Per l’Europa e’ il primo esperimento di rientro atmosferico realizzato con un veicolo che ha capacita’ di manovra aerodinamica. Il progetto e’ stato portato a termine grazie al contributo di diversi paesi europei che sono riuscita a collaborare fra di loro giungendo a questo importante obiettivo, a cui, ci si augura,ne seguiranno molti altri per l’Europa: Francia, Svizzera, Belgio, Olanda e Svezia, ma un ruolo importante l’ha giocato anche l’Italia con la societa’ Thales Alenia Space che si e’ occupata della costruzione della navicella. Il razzo Vega e la navicella IXV sarebbero dovuti partire per il loro giro nello spazio lo scorso novembre, ma l’Esa ha deciso di rimandare a febbraio 2015 l’esperimento per alcune preoccupazioni sulla sicurezza della traiettoria.