Foto dell’universo così in profondità permettono per la prima volta di vedere oggetti molto antichi e di svelare il volto del cosmo primordiale

Per Roland Bacon, del Centro di Ricerche astrofisiche di Lione, osservare queste nuove immagini dell’universo è stato come ”pescare nelle acque profonde e ogni nuovo ‘pesce’ catturato ha generato moltissime emozioni e discussioni sulle ‘specie’ trovate”.
Foto dell’universo così in profondità permettono per la prima volta di vedere oggetti molto antichi e di svelare il volto del cosmo primordiale. Il nuovo strumento Muse ha realizzato qualcosa di inedito: un’immagine di campo profondo e l’analisi degli oggetti osservati. Ad esempio, osservando il Campo profondo meridionale di Hubble con il Muse è stato possibile vedere le distanze fra le galassie, i loro movimenti e almeno 20 deboli oggetti, probabilmente antiche galassie mai viste finora da nessun telescopio.