Dopo le forti burrasche di scirocco di martedì notte ora, con l’evoluzione verso lo Ionio e il mar Egeo della vecchia circolazione depressionaria afro-mediterranea, il bacino centrale del mar Mediterraneo verrà sferzato da intensi venti dai quadranti nord-occidentali, che raggiungeranno lo status di burrasca sul mar di Sardegna, Canale di Sardegna e Canale di Sicilia nel corso delle prossime 24 ore. Grazie al rafforzamento e alla spinta del robusto promontorio anticiclonico delle Azzorre verso la Francia e la Germania (con un cuneo a nord delle Alpi), favorita da una nuova rigenerazione del ramo principale del “getto polare” che esce dal Canada orientale, fra la Spagna e l’Italia si verificherà un significativo inspessimento del “gradiente barico orizzontale” che darà origine alle burrasche di maestrale che dalla mattinata di domani interesseranno il Golfo del Leone, mar di Sardegna, Canale di Sardegna e Canale di Sicilia.
L’avanzata dell’anticiclone delle Azzorre verso l’Europa centrale manderà in “stretching” la circolazione depressionaria presente sulla Scandinavia, la quale sotto la pressione della spinta dell’anticiclone oceanico tenderà ad estendere una saccatura in direzione del Mediterraneo centro-orientale, determinando una discesa di aria più fredda dalle Isole Britanniche fino al Mediterraneo centrale. Questa discesa di aria fredda, soprattutto in quota, verrà accompagnata da un “Jet Streak” (massimi di velocità del “getto polare”), in scivolamento sul bordo orientale del promontorio oceanico, che dalla Francia si spingerà fin verso il Mediterraneo centrale, convogliando su questo delle anomalie delle tropopausa che saranno all’origine dell’instabilità convettiva che domani interesserà le regioni del basso Tirreno e tutta l’area ionica. La contemporanea spinta del promontorio anticiclonico azzorriano, con un cuneo in direzione della Francia e della Germania occidentale, venendo contrastata dai resti della circolazione depressionaria presenti sull’Egeo, inspessirà ulteriormente il presente “gradiente barico orizzontale”, con un conseguente forte infittimento delle isobare fra la Spagna e l’Italia.
Questa netta contrapposizione barica, ulteriormente acuita dalla spinta del promontorio anticiclonico azzorriano in direzione della Francia, già dalla prima mattinata di domani genererà la rapida attivazione di forti e rafficosi venti di maestrale che dopo aver attraversato la Francia centrale e la Guascogna si canalizzeranno dentro la valle del Rodano, per poi versarsi con forza sul Golfo del Leone, propagandosi molto velocemente al mar delle Baleari, mar di Corsica e mar di Sardegna, con burrasche da NO che raggiungeranno forza 8-9 della scala Beaufort. A causa della persistenza della depressione in fase di colmamento sul mar Egeo, e la conseguente compressione del “gradiente barico orizzontale” tra il mar di Sardegna e le Baleari, le burrasche da NO, dopo essere uscite dal Rodano, potranno risultare anche piuttosto intense sul mar di Corsica e mar di Sardegna, con raffiche capaci di toccare temporaneamente anche i 80-90 km/h sul mar di Corsica e mar di Sardegna. Durante la prima mattinata di domani gli intensi venti di maestrale, in uscita dal Rodano, raggiungeranno il Canale di Sardegna, fino alle coste occidentali e meridionali dell’omonima isola, che dalla tarda mattinata verranno spazzate da forti raffiche da O-NO e NO, capaci di raggiungere picchi di oltre i 70-80 km/h.
Credit Lamma
Nel corso della giornata i forti venti da NO, dopo aver interessato le coste occidentali della Sardegna, si propagheranno velocemente al Canale di Sardegna e di Sicilia, interessando più marginalmente la Sicilia, attraverso una componente più da NO che si propagherà a tutto il Canale di Sicilia, con raffiche davvero forti, che potranno lambire o superare la soglia dei 70 km/h fra Pantelleria e le isole Pelagie, mentre picchi di oltre 80 km/h, localmente anche più, si registreranno nei punti più aperti delle coste settentrionali tunisine, specie nell’area di Capo Bon. Le burrasche più forti, dati i massimi di “gradiente”, dovrebbero interessare solo il mar di Sardegna, il Canale di Sardegna e il Canale di Sicilia, dove si registreranno raffiche ben oltre gli 80 km/h. Nel corso del pomeriggio e della serata, il significativo “gradiente barico” che si verrà a creare fra gli opposti versanti delle Alpi (sul versante francese e svizzero la pressione subirà un repentino aumento per l’allungamento verso est del promontorio anticiclonico oceanico), determinerà l’attivazione di sostenuti venti di “Foehn” che dalle creste alpine, incanalandosi lungo le rispettive vallate, si verseranno sopra le pianure del Piemonte, della Lombardia e persino su quelle del Veneto, sotto forma di raffiche da N-NO, Nord e N-NE, che nelle zone pedemontane toccheranno i 50 km/h.
Schema sull’origine dei venti di “Foehn”
Localmente anche di più lungo l’uscita delle principali vallate di Piemonte e Lombardia. Questi venti di caduta, comprimendo l’aria nei bassi strati, puliranno il cielo, regalando un atmosfera limpida e tersa, con aria secca e visibilità ottima. Questi venti, rafficosi, di “Foehn”, dopo aver investito la pianura Padana, tenderanno rapidamente a scavalcare l’Appennino Ligure e l’Appennino Tosco-Emiliano, tuffandosi sulle coste liguri e su Toscana, Umbria e Lazio, come freddi e secchi venti di tramontana e grecale che localmente, grazie all’effetto sottovento e alle amplificazioni orografiche locali, potranno divenire a tratti intensi, lambendo la soglia d’attenzione. In particolare sulle coste del savonese e genovesato, e dalla nottata successiva pure sulla Maremma e sull’alto Lazio, con raffiche da N-NE sui 50-60 km/h. I forti venti di maestrale andranno progressivamente ad attenuarsi non prima della mattinata di sabato, a partire dal mar di Corsica, mar di Sardegna, scemando rapidamente dal pomeriggio successivo. Solo fra il Canale di Sicilia e il basso Tirreno occidentale persisterà ancora una sostenuta ventilazione occidentale, con residue burrasche forza 7 Beaufort localizzate fra le Pelagie e Malta.
L’attivazione dei forti venti di maestrale, fra mar di Corsica, mar di Sardegna, Canale di Sardegna e Canale di Sicilia, già dalla mattinata di domani causerà un rapido aumento del moto ondoso su tutti questi bacini, che in poche ore passeranno da molto mossi (forza 4) ad agitati (forza 5) fino a molto agitati (forza 6), con lo sviluppo di onde di “mare vivo” alte anche più di 3.0-4.0 metri, e “Run-Up” sui 5.0 metri. Su questi due bacini, data il soffio di venti davvero impetuosi dal quadrante nord-occidentale in mare aperto, si svilupperanno onde di “mare vivo” alte più di 4.0 metri che si dirigeranno verso le coste settentrionali dell’Algeria e della Tunisia. Queste ondate, sollevate dai forti venti di maestrale che sferzeranno il mar di Corsica e di Sardegna, si muoveranno verso le coste dell’Algeria orientale e della Tunisia settentrionale, dove nella mattinata di domani sono attese rumorose mareggiate, specie nel tratto compreso fra Bejaia e Biserta.
Sul Canale di Sardegna e sul Canale di Sicilia si svilupperanno onde di “mare vivo” alte anche più di 3.0-4.0 metri, che si dirigeranno in parte verso le coste occidentali della Sicilia e in parte verso il litorale libico, innescando su queste mareggiate, anche di debole e media intensità. Il moto ondoso fra mar di Corsica e mar di Sardegna andrà a scadere già dalla mattinata di sabato, mentre il Canale di Sicilia continuerà a presentarsi agitati (forza 5) fino al pomeriggio di sabato.