Le dichiarazioni di un addetto alle previsioni meteo per il Comune di Genova, testimone nel maxi processo in corso per le sei morti che avvennero il 4 novembre del 2011

“Demmo indicazioni sulla preoccupante situazione meteo e dicemmo che si doveva valutare l’opportunita’ di chiudere le scuole, tanto che vi fu una riunione con quelli del Patrimonio, in Comune, per stabilire quali fossero a rischio. E mi pare che ne indicarono solo una a Sestri Ponente”. Lo ha riferito stamani in tribunale Silvio Bozzano, 41 anni, addetto alle previsioni meteo per il Comune di Genova, testimone nel maxi processo in corso per le sei morti che avvennero il 4 novembre del 2011, quando Genova fu colpita da tragica alluvione. Bozzano, interrogato nel pomeriggio, ha riferito delle concitate ore precedenti il giorno del 4 novembre, per la cui giornata la protezione civile aveva diramato un bollettino di allerta 2, dunque massima. Determinante la dichiarazione sull’indicazione di chiusura delle scuole: quattro delle sei vittime sono morte a causa della presenza a scuola degli alunni e degli studenti. Nella tragedia morirono una madre con le due figlie piccole, di cui in eta’ scolare, e una ragazza diciannovenne che si era recata a scuola a prendere il fratello minore. Nel processo sono imputati l’ex sindaco di Genova Marta Vincenzi, l’ex assessore alla Protezione civile Francesco Scidone, i dirigenti comunali Gianfranco Delponte e Pierpaolo Cha, e l’ex capo della protezione civile comunale Sandro Gambelli. Le accuse sono di omicidio colposo plurimo, disastro colposo, falso (per la vicenda dei verbali taroccati in cui i dirigenti hanno indicato un orario sbagliato dell’esondazione del rio Fereggiano e certificavano i controlli preventivi in realta’ mai avvenuti sugli argini del rio) e calunnia e l’ex coordinatore dei volontari Roberto Gabutti, a cui viene contestato solo il falso e la calunnia. Bozzano ha riferito anche di due circostanze di tensione tra l’assessore Scidone, lui ed il suo collega Alessandro Robbiano, avvenuti nei giorni successivi la tragedia. “In un caso mi obbligo’ a rilasciare delle dichiarazioni alla stampa – ha riferito – Era il 7 novembre e Scidone si infurio’ perche’ erano state inviate pattuglie di polizia a Quezzi per invitare i cittadini, con i megafoni, a raggiungere i piani alti perche’ stava piovendo. Quindi, in un’altra circostanza, disse che ‘qualcuno avrebbe cagato sangue’ quando gli dicemmo che i bollettini meteo via via emessi dall’Arpal (Agenzia regionale per l’ambiente della Liguria, ndr) in una situazione di allerta 2 permanente non avevano alcuna valenza di protezione civile”. La stessa tesi era stata sostenuta in mattinata da Elisabetta Trovatore, dirigente dei previsori meteo Arpal, sentita come testimone.