Oltre al monitoraggio della popolazione, la Forestale ha contribuito negli anni anche ad altre importanti iniziative per la tutela della specie

È stato infatti proprio il Corpo forestale dello Stato ad introdurre, a metà anni ’90, nell’area appenninica e grazie ad un progetto Life, il monitoraggio su base genetica dell’orso bruno marsicano, consentendo così di avviare una banca dati genetica che raccoglie informazioni accurate sulla consistenza numerica di questa popolazione.
La metodologia messa a punto è stata successivamente sviluppata ed affinata dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) e dall’Università La Sapienza di Roma, coi quali il Corpo forestale dello Stato ha sempre collaborato, consentendo di consolidare le informazioni di cui dispone la comunità scientifica, che nelle prossime settimane si arricchiranno dei dati del monitoraggio genetico condotto nel 2014 col progetto Life Arctos.
Oltre al monitoraggio della popolazione, la Forestale ha contribuito negli anni anche ad altre importanti iniziative per la tutela della specie, sia nell’area appenninica che in quella alpina, estrinsecando in pieno il ruolo di polizia di prossimità nelle aree rurali e montane e contribuendo alla conservazione della specie.
Accanto alle attività di prevenzione e repressione del bracconaggio, ha contribuito alla messa a punto ed attivazione di procedure per la gestione degli orsi confidenti, la cui presenza nei centri abitati delle aree montane viene non di rado vista come un problema di ordine e sicurezza pubblica. A questo scopo, grazie al progetto Life Arctos, sia nell’area alpina che in quella appenninica, è stato adeguatamente formato personale in grado di gestire le diverse criticità, secondo procedure coordinate e condivise tra i diversi enti interessati alla gestione del fenomeno che, sebbene limitato a pochissime unità, può destare preoccupazione.
Per quanto riguarda invece le iniziative connesse alla conservazione della specie, di particolare rilievo sono state le ricerche avviate negli anni passati in merito alla opportunità di individuare modalità di gestione forestale compatibili ed anzi funzionali alla tutela della specie.
Significativa la ricerca con la quale sono state monitorate diverse tipologie di faggeti e querceti per conoscere la produttività stagionale (che nel faggio varia tantissimo) in termini di ghianda e mettere in correlazione questi dati con l’andamento della popolazione. Seppure con un esiguo numero di anni di studio, è emersa una interessante correlazione tra l’annata di pasciona (produzione molto abbondante) del faggio e le nascite di cuccioli di orso che, proprio nell’anno successivo alla pasciona, sembrano essere maggiori.