Testimone del fenomeno, finora ritenuto impossibile, e’ il telescopio Vlt (Very Large Telescope) dell’Eso (European Southern Observatory) in Cile

Una misteriosa nube di gas e polveri e’ riuscita a sopravvivere indenne e compatta all’incontro ravvicinato con il super buco nero che si trova al centro della Via Lattea, senza essere ‘risucchiata’ dalla tremenda forza di gravita’. Testimone del fenomeno, finora ritenuto impossibile, e’ il telescopio Vlt (Very Large Telescope) dell’Eso (European Southern Observatory) in Cile. Pubblicato sull’Astrophysical Journal Letters, il risultato indica che molto probabilmente la nube, chiamata G2, e’ una giovanissima stella con un nucleo massiccio ancora in fase di accrescimento di materia, ed e’ per questo che e’ riuscita a ‘sopravvivere’ senza troppi problemi al passaggio vicino al buco nero. Per studiare questo evento unico, la regione al centro della galassia e’ stata osservata molto attentamente negli ultimi anni tramite vari telescopi, tra cui il Keck Telescope delle Hawaii. Le immagini nell’infrarosso, possibili grazie allo strumento Sinfoni e catturate tra febbraio e settembre 2014, hanno mostrato la nube compatta prima e dopo il passaggio vicino al buco nero. Si e’ cosi’ visto che prima dell’incontro ravvicinato, la nube viaggiava dalla Terra a circa 10 milioni di chilometri all’ora, e dopo aver oscillato intorno al buco nero, si dirigeva verso la Terra a circa 12 milioni di chilometri all’ora. Le altre osservazioni compiute sulla polarizzazione della luce proveniente dal buco nero hanno mostrato che il materiale che si e’ aggiunto nel buco e’ molto stabile, e non e’ stato distrutto dall’arrivo del materiale della nube G2. La resistenza della nube di polveri alla forza di gravita’ del buco nero fanno pensare che la G2 avvolga un oggetto denso dal nucleo massiccio, invece di essere una semplice nube che galleggia liberamente. ”Non si comporta come una nube di polveri senza nucleo – spiega Eckart – Per questo pensiamo che sia una giovane stella avvolta dalle polveri”.