Il progetto si candida a diventare il più grande e potente network di radiotelescopi al mondo

Progetto in cui l’Italia è in prima linea, con l’Istituto nazionale di Astrofisica presente in quattro consorzi di lavoro di Ska: Telescope Manager, Central Signal Processor, Dish e Low-Frequency Aperture Array, e vede coinvolti gli Osservatori Astronomici di Arcetri, Catania, Trieste, Teramo e l’Istituto di Radio Astronomia dell’Inaf.
Il primo meeting “Local Monitor and Control (LMC) Standardization Workshop” – spiega Media Inaf, il notiziario online dell’Istituto nazionale di Astrofisica – coinvolgerà 8 degli 11 consorzi di cui Ska è composto e avrà lo scopo di definire i criteri e il processo di selezione per una piattaforma tecnologica comune per i Local Monitor e Control di tutti gli elementi di Ska.
Gli altri due saranno invece interni al Consorzio Ska Telescope Manager, in cui l’Inaf-Osservatorio Astronomico di Trieste è coinvolto in maniera importante oltre ad avere un fondamentale ruolo di ledearship di uno dei pacchetti, e verteranno su una strategia per la definizione dei prototipi di Ska e sulle interfacce utente.
I meeting, che si svolgeranno nel Centro congressi della Stazione marittima e nelle sedi dell’Osservatorio Astronomico di Trieste che li organizza, prevedono una massiccia partecipazione di ricercatori e collaboratori delle diverse nazioni partecipanti al progetto.
Il tutto – ricorda Media Inaf – in attesa della decisione che il Consiglio d’amministrazione di Ska dovrà prendere entro la fine di aprile sulla sede del quartier generale. I due Paesi candidati sono l’Italia e il Regno Unito, che rispettivamente hanno proposto Castello Carrarese a Padova e il Jordell Bank Observatory a Manchester.