
LA RISPOSTA DELLA FIAMO – I farmaci omeopatici ”sono efficaci”. A sostenerlo e’ la Federazione Italiana Associazioni e Medici Omeopati (Fiamo), contestando lo studio australiano che boccia come del tutto inefficace l’Omeopatia. ”Perche’ – rileva la presidente Fiamo Antonella Ronchi – condannare l’Omeopatia, quando il problema e’ che non c’e’ sufficiente ricerca o almeno non della qualita’ attesa da questi ricercatori australiani? Quel che e’ certo e’ che questo tipo di condanne non servono a far progredire la scienza”. La cosa che ”piu’ colpisce di questo lavoro australiano – prosegue – e’ l’idea originaria di fare una valutazione complessiva su una strategia terapeutica. Le revisioni, al contrario, di norma si fanno su un farmaco o al massimo su una categoria di farmaci per una determinata patologia, come ad esempio sugli antibiotici per trattare alcune patologie, ma mai su una strategia terapeutica per trattare una varieta’ di patologie”. E’ da decenni che ”si documentano le migliaia di studi positivi sui medicinali omeopatici per diverse patologie, tutti pubblicati su riviste scientifiche indicizzate. Perche’ di questo nessuno parla?”, si chiede inoltre Simonetta Bernardini, responsabile dell’Ospedale pubblico di Pitigliano che e’ anche il primo centro di medicina integrata con l’Omeopatia in corsia, denunciando i ”criteri faziosi utilizzati nella scelta degli studi a sostegno del rapporto australiano”. L’Omeopatia, quando ”affidata a mani non mediche, come purtroppo accade spesso in Australia, puo’ essere pericolosa allontanando i pazienti da corrette diagnosi e per conseguenza da trattamenti appropriati. Per fortuna questo non accade in Italia e l’utilizzo di questi medicinali e’ sempre affidabile e sicuro”, osserva Bernardini. In base ai risultati clinici, afferma anche Osvaldo Sponzilli, direttore dell’ambulatorio di medicina anti-aging, Omeopatia e agopuntura dell’ospedale Fatebenefratelli di Roma, ”i medicinali omeopatici sono farmaci efficaci, sicuri e utili non solo in patologie lievi, ma anche patologie croniche, recidivanti e importanti che spesso non sono state risolte dalla medicina cosiddetta ufficiale”.
