E’ “made in Italy” un innovativo progetto riguardante le sepolture: si chiama Capsula mundi e si propone come rivoluzionaria alternativa ai cimiteri tradizionali. Soltanto in Italia, ogni anno si abbattono 50 km quadrati di bosco per costruire bare che, una volta interrate, iniziano ad inquinare suoli e falde acquifere con sostanze come vernici, lacche e zinco. A ciò si aggiungono l’impatto ambientale dei loculi cimiteriali in cemento ed il consumo di suolo.
La cremazione non è esente da problemi, rilasciando nell’aria gas serra e sostanze tossiche. Proprio per offrire una sepoltura più ecologica e più economica (a differenza di una bara tradizionale, che costa mediamente 2500 euro, la capsula costa meno di 300 euro), nasce Capsula mundi, che sta riscuotendo grande successo in Gran Bretagna, Canada e Australia. La salma viene disposta in posizione fetale, proprio come un bimbo all’interno dell’utero materno, in una capsula ovoidale, dalla forma “arcaica e perfetta”, realizzata con materiali moderni e al 100% biodegradabili come la plastica di amido, il bambù e il vimini. Gli ideatori del progetto sono due designers: Anna Citelli e Raoul Bretzel, che puntano alla realizzazione di un vero e proprio bosco sacro.
Le uova vengono deposte nella terra come se fossero degli enormi semi e su ognuno di esse viene piantato un albero della specie scelta dalla persona ancora in vita; della cui crescita si prenderanno cura parenti e amici quando, purtroppo, morirà. I cimiteri verdi si pongono come alternativa alle fredde lapidi, sostituendole con rigogliosi alberi che commemoreranno i defunti. La designer Anna Citelli, nata in sud America, che ha frequentato l’Accademia di Belle Arti a Bari e vive attualmente a Milano, ha spiegato che noi siamo oberati di oggetti bellissimi dedicati allo spazio in cui l’uomo vive, mentre regna il vuoto per i luoghi di sepoltura, sempre più isolati perché identificati semplicemente col dolore del trapasso.
L’obiettivo della designer è realizzare cimiteri verdi, con soli alberi, senza mausolei e loculi in cemento. Insomma “nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”, secondo quanto amava ripetere Lavoisier. Le uova biodegradabili che si decompongono restituiscono alla terra tutto ciò che è al loro interno ed il defunto rientra nel normale ciclo vitale. Simbolicamente, l’uovo indica la rinascita e la posizione fetale della salma è emblema di rinascita futura o ciclicità che la morte non può fermare. La strada che porterà, forse, all’ingresso della Capsula mundi nel nostro Paese è impervia: in Italia, infatti, a detta della designer, la normativa sui sistemi cimiteriali è ancora di impianto napoleonico e ovviamente gli “addetti ai lavori” difficilmente rinuncerebbero al business sotteso alle sepolture tradizionali.