
“Quindici-trenta minuti di terrore assoluto”, ha commentato Alice Clements, una responsabile dell’Unicef che si trova a Vanuatu, ex colonia amministrata congiuntamente da Francia e Regno Unito, dove la maggior parte della popolazione vive di agricoltura. “Le prime informazioni indicano che questa catastrofe naturale potrebbe essere una delle peggiori in assoluto della storia del Pacifico”, ha scritto in un comunicato Vivien Maidaborn, direttore dell’Unicef in Nuova Zelanda. “Abbiamo visto cadaveri ovunque in giro, potrebbero esserci davvero tanti morti, ma non sappiamo ancora” quale potrebbe essere la gravità della situazione, ha dichiarato Sune Gudnitz, responsabile dell’ufficio Onu per il coordinamento degli affari umanitari nel Pacifico. Secondo informazioni non confermate ricevute dall’Onu, le vittime potrebbero essere 44 in una sola provincia dell’arcipelago, abitato complessivamente da 270.000 persone. “Le devastazioni sono molto estese. Ci sono detriti per le strade e fango, dovuti alle inondazioni”. In gran parte dell’arcipelago le comunicazioni sono interrotte, a causa delle piogge diluviane e dei forti venti, fino a 330 chilometri orari, che hanno investito le isole negli ultimi due giorni.
“Qui ci sono cadaveri ovunque”, alle Vanuatu il ciclone Pam è “una delle peggiori catastrofi di sempre”
