Il professor Peter Gallagher ha condotto un team di studiosi a bordo di un velivolo per studiare e fotografare il Sole durante l’Eclissi senza alcuna distorsione
Il professor Peter Gallagher insegna fisica all’Università Trinity di Dublino e si sarebbe voluto gustare lo spettacolo odierno comodamente seduto a casa sua, magari sorseggiando una birra. Invece è l’uomo che più di tutti s’è avvicinato all’eclissi solare che oggi ha incantato un miliardo di persone tra Europa, Africa e Asia. Il prof. Gallagher, infatti, è stato in grado di “aprire un varco” tra le nuvole a bordo di un velivolo facendosi strada ad un’altezza di 4.000 metri di quota nel bel mezzo dell’oceano Atlantico per immortalare alcune immagini uniche dei cieli oscurati dall’eclissi in quei momenti magici. Lo stesso Gallagher ha poi pubblicato tutto un report fotografico della trionfale avventura sul suo profilo di twitter: sono le immagini che potete osservare a corredo dell’articolo.
Una rivista scientifica danese ha noleggiato un Boeing (50 posti a circa 2.000 euro ciascuno) per seguire l’evento dal cielo. Anche alcuni voli di linea hanno deviato leggermente la loro rotta per far godere ai passeggeri lo spettacolo. Ma l’esperienza raccontata dal prof. Gallagher e dal suo staff non ha eguali.
“La nostra fotocamera scientifica era già in funzione – ha spiegato il docente britannico – e sono stati momenti fenomenali. Siamo arrivati a 4.000 metri di altezza e abbiamo quindi superato tutte le nubi basse che oggi hanno oscurato il cielo su gran parte del Regno Unito. Prima eravamo dentro quelle nubi, sembravamo persi, poi ad un tratto ne siamo usciti fuori ed è stato fenomenale, all’improvviso di fronte a noi s’è potuto osservare uno scenario unico. Per ben cinque minuti abbiamo potuto godere in modo perfettamente chiaro l’eclissi totale di sole. Abbiamo visto ad occhio nudo quello che stava accadendo, ed è stato assolutamente magnifico. Sopra lo strato di nuvole il cielo era completamente scuro ed abbiamo potuto vedere persino tutte le stelle. E’ stato un panorama straordinario che ci ha messo in soggezione provocando un po’ di timore“.
Il prof. Gallagher ha volato sopra l’oceano Atlantico circa 450 miglia a nord/est di Donegal a bordo dell’Irish Air Corps per catturare le immagini della spettacolare eclissi per compiere un progetto scientifico internazionale. Il viaggio è stato pianificato grazie alla collaborazione con l’università delle Hawaii e l’università gallese di Aberystwyth, con l’intento di studiare la fisica dell’atmosfera e gli effetti dell’eclissi sulla Terra. Gli scienziati a bordo del velivolo, con delle speciali fotocamere fornite dai tre istituti che hanno collaborato nel progetto, avevano il compito di fotografare l’evento in modo da poter cercare di determinare successivamente perché le temperature dell’atmosfera solare e gli strati esterni della sua corona raggiungono i due milioni di gradi.
Per l’Italia anche il CNR ha studiato in modo analogo il Sole, sfruttando quest’evento straordinario per la ricerca scientifica, ma gli studiosi britannici sono andati oltre: prima, da terra, hanno usato dei filtri apposti sulle fotocamere per catturare l’immagine del sole. Poi sono saliti in cielo avvicinandosi all’eclissi e scattando altre foto senza nessuna distorsione causata dagli occhialini. “Non è stato pericoloso come potrebbe sembrare”, ha assicurato Gallagher. Il colonnello Lieutenant Colonel Kevin O Ceallaigh, comandante del volo, ha detto che “in 29 anni di voli, questo è stato di sicuro il più eccezionale e indimenticabile volo che ho mai fatto”. La squadra del Trinity College, ed i colleghi dell’Università delle Hawaii e del Galles studieranno ora le foto per i prossimi sei mesi, per capire gli effetti dell’eclissi.
Nonostante il successo della spedizione nel mezzo dell’Atlantico, Gallagher ha poi ammesso che avrebbe preferito un po’ più di relax, osservando l’eclissi con una birra fra le mani direttamente da terra: “in termini di qualità delle immagini scattate e della ricerca scientifica, abbiamo avuto un risultato eccellente, ma in termini di piacere personale, è tutta un’altra storia. In queste cose c’è la scienza e c’è l’essere umano. Ho indossato un casco e degli occhiali protettivi, tenendo una fotocamera in mano ed intanto dicevo agli altri scienziati collegati con il nostro velivolo, cosa stava succedendo in quei momenti. E’ stato un po’ stressante, adesso avrò bisogno di relax. Sono contento per il successo scientifico di un progetto che mira al progresso dell’umanità, ma vi assicuro che personalmente sono completamente scombussolato dopo questa esperienza ma allo stesso tempo ammetto che forse non sarei stato capace di starmene seduto con una birra a godermi lo spettacolo in modo passivo come scherzosamente mi viene da dire”. Il prof. Gallagher ha anche spiegato che i suoi precedenti tentativi di catturare e poi studiare l’eclissi solare non erano andati a buon fine, ricordando il viaggio in Guadalupe nei Caraibi quando ancora era uno studente che finì in disastro perché alcuni macchinari e strumenti si ruppero e gli scienziati non furono in grado di portare avanti tutto il lavoro. Stavolta, invece, è stata tutta un’altra storia.